Articolo per il portale PoC Radio Italia in collaborazione con Prepping Cittadino
Cosa sono i CPE e da dove vengono
Il termine CPE sta per Customer Premises Equipment, ovvero apparato installato presso l’utente finale per ricevere un segnale radio e distribuirlo in rete locale. Nati nei laboratori delle grandi compagnie di telecomunicazione negli anni Novanta, questi dispositivi erano inizialmente enormi scatole metalliche montate sui tetti degli edifici commerciali per ricevere ponti radio a microonde su licenza. Con l’arrivo del Wi-Fi 802.11 e la democratizzazione dello spettro radio libero intorno al 2000, i CPE si sono rimpiccioliti fino a diventare oggetti delle dimensioni di un palmo della mano. Il salto tecnologico decisivo è arrivato quando alcune aziende — MikroTik in testa — hanno iniziato a integrare in questi contenitori compatti non solo la radio, ma un vero e proprio router Linux con sistema operativo completo, aprendo la strada a scenari di utilizzo che i costruttori stessi non avevano immaginato fino in fondo.
Il MikroTik RBLDF-5nD: anatomia di un oggetto versatile
Il MikroTik RBLDF-5nD, commercializzato con il nome LDF 5 (Lite Dish Feed), è un CPE outdoor progettato per essere montato all’interno del fuoco primario di una normale parabola da ricezione satellitare. La sigla LDF indica esattamente questo: Lite Dish Feed, ovvero alimentatore leggero per parabola. Non è un access point tradizionale da appendere al muro, né un router da interno. È un componente che trasforma una vecchia parabola domestica — quelle da 60, 80 o anche 100 centimetri che si trovano ancora sui balconi di mezza Italia — in un’antenna direttiva ad altissimo guadagno per comunicazioni radio a 5 GHz.
Internamente monta un processore MIPS a 600 MHz, 64 MB di RAM, 16 MB di storage flash, un modulo radio 802.11n con chip AR9344 e una porta Ethernet 10/100 Mbps alimentata via PoE (Power over Ethernet), cioè corrente elettrica passante nel cavo di rete. L’antenna integrata è omnidirezionale settoriale a 60° con guadagno di 9 dBi e permette di operare da sola in configurazioni leggere. Montato su una parabola da 100 cm, il guadagno totale dell’antenna sale fino a 33 dBi, trasformando il modestissimo trasmettitore da 27 dBm in un sistema capace di colpire bersagli a decine di chilometri di distanza. Il sistema operativo è RouterOS di MikroTik, un Linux embedded con firewall, routing, QoS, VPN, bridge, VLAN e tutto ciò che serve per costruire reti complesse senza server aggiuntivi.
Come funziona in pratica
L’installazione base richiede tre componenti fisici: il modulo LDF 5, un cavo Ethernet schermato cat5e o superiore, e un iniettore PoE da 24 volt passivo. Il cavo scende dall’unità esterna fino al router di distribuzione interna e porta sia i dati che l’alimentazione elettrica . La configurazione avviene via browser sulla pagina WebFig o tramite il software WinBox di MikroTik, scaricabile gratuitamente. La prima operazione obbligatoria — prima ancora di toccare qualsiasi parametro radio — è aggiornare RouterOS alla versione 7.7 o superiore, l’attuale è la 7.22.1 stabile. Subito dopo, nel menu QuickSet, si imposta il paese su Italy: questa singola operazione applica in automatico tutti i limiti di potenza e i canali permessi dalla normativa italiana, disabilita le frequenze vietate e attiva il DFS .
Gli usi professionali di oggi
Nel mondo delle telecomunicazioni professionali, il CPE MikroTik LDF 5 è uno strumento di lavoro quotidiano per i WISP (Wireless Internet Service Provider), cioè quei piccoli operatori che portano Internet a banda larga nelle zone rurali usando ponti radio invece della fibra ottica. Un WISP monta una torre con un’antenna settoriale da un lato, e installa un LDF 5 puntato verso la torre sul tetto di ogni cliente. Il link trasporta fino a 60+ Mbps TCP in condizioni ottimali. La stessa tecnologia viene usata per videosorveglianza industriale a distanza, telecontrollo di impianti fotovoltaici in campagna, connessione di capannoni agricoli distanti dal caseggiato principale, e distribuzione di connettività nei cantieri edili temporanei. Sono applicazioni consolidate, installate a decine di migliaia in tutta Europa e in Italia da almeno quindici anni.
PoC Radio Italia e Prepping Cittadino: il contesto che cambia tutto
PoC Radio Italia è la prima community italiana indipendente interamente dedicata alle radio PoC — dispositivi che usano la rete cellulare per trasmettere voce in modalità push-to-talk, come walkie-talkie moderni che operano su IP. Nata il 5 giugno 2024, la community non vende nulla e non ha interesse commerciale: pubblica contenuti tecnici testati sul campo, guide operative e protocolli per situazioni di emergenza, con canali vocali sempre attivi .
Prepping Cittadino parte da un presupposto diverso ma complementare: la preparazione non è roba da bunker americani, ma è la risposta razionale e civica di famiglie urbane che vogliono gestire blackout, interruzioni idriche, evacuazioni e perdita di connettività. Il termine cittadino abbassa deliberatamente la barriera d’ingresso e porta il tema della resilienza urbana dentro la vita quotidiana delle persone normali. Questi due mondi si incontrano esattamente sul problema della comunicazione: quando cade la rete cellulare, quando internet non c’è, come si mantiene il contatto con il gruppo familiare, con il quartiere, con la rete di prossimità?
Il problema fondamentale della PoC in emergenza
Le radio PoC hanno un tallone d’Achille enorme e spesso sottovalutato: dipendono totalmente dalla rete cellulare e da internet. Se cade la rete dell’operatore, se la cella locale è sovraccarica o danneggiata, la PoC ammutolisce esattamente nel momento in cui serve di più. Questa non è una critica alla tecnologia PoC in sé — è semplicemente la sua natura fisica. La PoC è un servizio applicativo che viaggia su infrastruttura altrui, esattamente come WhatsApp o Telegram, e condivide con queste app gli stessi punti di vulnerabilità. Un prepper urbano che conta solo sulla PoC per le comunicazioni di emergenza sta costruendo la sua resilienza su una fondamenta che non controlla.
Qui entra in gioco il CPE a 5 GHz, e la prospettiva cambia radicalmente.
La rete locale offline: cosa cambia con un CPE a 5 GHz
L’idea è semplice ma potente. Un MikroTik LDF 5 non è solo uno strumento per “prendere internet da lontano”. È un router completo che può creare una rete IP privata locale completamente indipendente da qualsiasi infrastruttura pubblica, senza SIM card, senza operatori, senza internet. Su questa rete locale possono girare tutti i protocolli IP: voce VoIP, messaggistica, video, file sharing, cartografia offline. In un contesto di emergenza urbana, un gruppo di famiglie o un quartiere potrebbe costruire una propria infrastruttura di comunicazione autonoma usando due o tre di questi dispositivi come backbone radio.
Il concetto operativo è il seguente: si installa un LDF 5 su una parabola in posizione sopraelevata (terrazzo, campanile, torre dell’acqua, antenna condominiale) e lo si configura come access point di una rete IP locale. Gli altri nodi della rete — altri LDF 5 o semplici router con Wi-Fi a 5 GHz — si connettono a questo punto centrale formando una LAN wireless. Su questa LAN si fa girare un server voce open source o qualsiasi software PTT self-hosted. Le radio PoC dei partecipanti, se dual-mode o configurate su server locale, possono connettersi a questa rete privata invece che all’internet pubblico. Il sistema funziona anche completamente offline, senza nessuna connessione all’esterno.
Ponti Punto-Punto: le distanze reali
La domanda che ogni tecnico o prepper si fa è inevitabile: fino a dove arriva? Con l’antenna integrata da 9 dBi e senza parabola, in condizioni di visibilità ottica diretta tra i due punti, un link punto-punto tra due LDF 5 è stabile e performante fino a 3,5 chilometri. Basta questo per coprire la distanza tra due quartieri di una città media italiana, tra un capoluogo e la prima periferia, o tra due frazioni vicine in una zona collinare.
Montato su una parabola da 60 cm (guadagno tipico 22–25 dBi), il range pratico sale a 10–15 chilometri in condizioni di visibilità ottica pulita. Con una parabola da 90–100 cm (guadagno fino a 33 dBi), i 30 chilometri sono documentati e raggiungibili con throughput ancora utile di 20–30 Mbps. Questi numeri si riferiscono sempre a condizioni di Line of Sight (LoS) rigorosa, cioè visibilità ottica diretta senza ostacoli significativi nel percorso del segnale. In ambiente urbano denso, gli edifici assorbono e diffrangono il segnale a 5 GHz e le distanze si riducono drasticamente. La stima pratica per un ambiente urbano reale, con qualche ostruzione, è di 1,5–3 km con antenna integrata e 5–10 km con parabola.
Un collegamento Punto-Multipunto (PtMP) è ugualmente possibile: un LDF 5 in modalità access point con antenna integrata copre un settore di 60°, e tutti i dispositivi client all’interno di quel settore e a quella distanza possono associarsi e usare la rete. Con più LDF 5 orientati in direzioni diverse (0°, 90°, 180°, 270°) si può costruire una copertura omnidirezionale a 360° su una struttura centrale.
Illuminare zone senza copertura internet
Questo è forse lo scenario più concreto e meno esplorato. Esistono in Italia intere zone montane, valli alpine, borghi dell’Appennino e aree interne del Mezzogiorno dove la copertura cellulare è assente o instabile e la fibra non è mai arrivata. Un singolo LDF 5 montato su parabola in cima a un crinale, connesso a un router con connessione internet satellitare (Starlink, ad esempio), può ridistribuire la connettività a tutti i punti visibili nel raggio di 10–20 km. Per i comuni montani, per le frazioni isolate, per le aziende agricole in zone bianche, questa configurazione è economicamente accessibile — il costo di un LDF 5 è inferiore ai 40 euro — e tecnicamente robusta. Il dispositivo è classificato outdoor IP66, regge pioggia, neve, temperature da -40 a +70 gradi Celsius, ed è alimentabile da pannello fotovoltaico tramite iniettore PoE a 24V .
In un contesto di prepping avanzato, la stessa infrastruttura può funzionare in modalità ibrida: normalmente distribuisce internet via satellite agli utenti del gruppo; in caso di emergenza con perdita del satellite, commuta automaticamente in modalità rete locale privata mantenendo le comunicazioni voce e messaggistica interne al gruppo stesso.
Pro e contro: la valutazione onesta
I vantaggi sono concreti. Il costo è molto basso rispetto alle prestazioni offerte, la tecnologia è matura e documentata, RouterOS è uno degli ambienti di rete più potenti e flessibili esistenti, la comunità internazionale di supporto è enorme, il dispositivo è outdoor di serie e non richiede custodie aggiuntive. La possibilità di montarlo su una parabola di recupero abbatte ulteriormente i costi iniziali.
I limiti, però, non vanno minimizzati. La Line of Sight è il vincolo principale e invalicabile: a 5 GHz non si va intorno agli angoli, non si penetra negli edifici, non si passa attraverso le colline. In un ambiente urbano con palazzi di 5–8 piani, la copertura è intrinsecamente limitata e richiede un punto sopraelevato reale. La configurazione non è plug-and-play: RouterOS è potente ma non intuitivo per chi non ha un background di networking. Servono conoscenze di base su SSID, canali radio, indirizzi IP, DHCP, bridge e routing per costruire una rete funzionale. Un utente inesperto che agisce di fretta in emergenza può fare danni. Il secondo limite riguarda la banda 5 GHz e il DFS: il meccanismo Dynamic Frequency Selection può provocare pause di 60 secondi quando il sistema rileva un radar vicino e deve cambiare canale, una caratteristica scomoda in emergenza che può essere mitigata scegliendo con attenzione i canali operativi.
Normativa in Italia
La normativa italiana per i dispositivi 5 GHz outdoor segue le direttive ETSI recepite dal Codice delle Comunicazioni Elettroniche (D.Lgs. 259/2003) e aggiornate con il D.Lgs. 70/2012. Le regole operative sono chiare. La banda 5150–5350 MHz è riservata esclusivamente all’uso indoor, con EIRP massimo di 200 mW. La banda 5470–5725 MHz è invece consentita anche all’esterno con EIRP massimo di 1 Watt (30 dBm), con DFS (Dynamic Frequency Selection) e TPC (Transmit Power Control) obbligatori. La banda 5725–5875 MHz ha limitazioni variabili, generalmente consentita con potenza ridotta.
Il punto critico per chi usa l’LDF 5 su parabola è l’EIRP totale: EIRP = Potenza TX + Guadagno Antenna. Se il dispositivo trasmette a 20 dBm e la parabola ha 30 dBi di guadagno, l’EIRP risultante è 50 dBm — abbondantemente fuori dalla norma. È obbligatorio ridurre la potenza di trasmissione in RouterOS per mantenere l’EIRP sotto 30 dBm nella banda 5470–5725 MHz. Il MikroTik, con l’impostazione country = Italy, gestisce automaticamente i limiti della potenza di trasmissione, ma il guadagno della parabola deve essere inserito manualmente nel campo “Antenna Gain” per una corretta gestione automatica. Per le reti private (uso proprio, nessun traffico per conto terzi), non è richiesta alcuna licenza o autorizzazione specifica, rientrando nel regime di libero uso. Se invece si vuole offrire connettività a terzi come servizio, si entra nel perimetro del Codice delle Comunicazioni e servono autorizzazioni specifiche.
Normativa in Europa e nel mondo
All’interno dell’Unione Europea, la Direttiva RED 2014/53/UE stabilisce i requisiti essenziali per gli apparati radio, e il dispositivo RBLDF-5nD è esplicitamente certificato CE per tutti i paesi dell’UE . I limiti di banda e potenza sono sostanzialmente armonizzati in tutta Europa attraverso le decisioni ECC/CEPT, quindi le regole italiane si applicano in modo analogo in Francia, Germania, Spagna e nei paesi nordici. Fuori dalla UE le cose cambiano. Negli USA la FCC permette potenze più elevate in alcune bande, ma impone restrizioni più severe in altre; la versione US del dispositivo è bloccata in fabbrica su frequenze diverse e non è intercambiabile con quella International. In Giappone e nei paesi del Medio Oriente esistono restrizioni aggiuntive alle frequenze superiori della banda 5 GHz che rendono necessario verificare paese per paese prima dell’installazione. La versione International del MikroTik LDF 5 — quella venduta in Europa — include nel firmware i profili normativi di oltre 70 paesi e li applica automaticamente all’impostazione del parametro “country” in RouterOS.
Potenzialità reali e limiti di scenario
Definire un orizzonte realistico è fondamentale per non cadere nell’entusiasmo tecnologico che porta a sopravvalutare uno strumento e poi abbandonarlo quando non soddisfa aspettative irrealistiche. Il MikroTik LDF 5 non è una soluzione standalone per le comunicazioni di emergenza urbana diffusa. Non copre un intero quartiere da solo, non passa attraverso i muri e non funziona senza un minimo di pianificazione e competenza tecnica. È invece uno strumento eccellente per collegare nodi fissi sopraelevati tra loro o verso un punto centrale di distribuzione.
Lo scenario più realistico e replicabile per una rete di Prepping Cittadino è quello a due o tre nodi fissi: un punto centrale in posizione dominante (tetto di un edificio alto, terrazza panoramica, collina) che fa da hub, e due o tre nodi periferici posizionati su altri edifici alti a 1–5 km di distanza. Su questa backbone radio viaggiano voce VoIP, messaggistica locale e coordinate operative. Ogni nodo periferico ridistribuisce poi con un normale router Wi-Fi interno ai piani inferiori. Con tre LDF 5, tre parabole di recupero, tre iniettori PoE e un piccolo server embedded come Raspberry Pi per girare i servizi voce, la spesa totale è inferiore ai 200 euro — una cifra accessibile anche per un gruppo familiare organizzato. Il sistema funziona indipendentemente da corrente elettrica se alimentato da batteria e pannello solare, indipendentemente dalla rete cellulare, indipendentemente da internet.
Dispositivo RBLDF-5nD certificato CE per uso in Italia, conforme alla Direttiva RED 2014/53/UE, con RouterOS aggiornato alla versione stabile v7.22.1 al momento della pubblicazione di questo articolo (aprile 2026).
PS: un grazie particolare a Roberto Allera, utente dei gruppi Telegram Prepping Cittadino & PoC Radio Italia, per avere segnalato il dispositivo … ispirandoci alla pubblicazione di questo articolo.
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