CPE A 5 GHz E PONTI RADIO SU PARABOLA: MIKROTIK LDF 5, PREPPING CITTADINO E RETI LOCALI OFFLINE

Articolo per il portale PoC Radio Italia in collaborazione con Prepping Cittadino


Cosa sono i CPE e da dove vengono

Il termine CPE sta per Customer Premises Equipment, ovvero apparato installato presso l’utente finale per ricevere un segnale radio e distribuirlo in rete locale. Nati nei laboratori delle grandi compagnie di telecomunicazione negli anni Novanta, questi dispositivi erano inizialmente enormi scatole metalliche montate sui tetti degli edifici commerciali per ricevere ponti radio a microonde su licenza. Con l’arrivo del Wi-Fi 802.11 e la democratizzazione dello spettro radio libero intorno al 2000, i CPE si sono rimpiccioliti fino a diventare oggetti delle dimensioni di un palmo della mano. Il salto tecnologico decisivo è arrivato quando alcune aziende — MikroTik in testa — hanno iniziato a integrare in questi contenitori compatti non solo la radio, ma un vero e proprio router Linux con sistema operativo completo, aprendo la strada a scenari di utilizzo che i costruttori stessi non avevano immaginato fino in fondo.

Il MikroTik RBLDF-5nD: anatomia di un oggetto versatile

Il MikroTik RBLDF-5nD, commercializzato con il nome LDF 5 (Lite Dish Feed), è un CPE outdoor progettato per essere montato all’interno del fuoco primario di una normale parabola da ricezione satellitare. La sigla LDF indica esattamente questo: Lite Dish Feed, ovvero alimentatore leggero per parabola. Non è un access point tradizionale da appendere al muro, né un router da interno. È un componente che trasforma una vecchia parabola domestica — quelle da 60, 80 o anche 100 centimetri che si trovano ancora sui balconi di mezza Italia — in un’antenna direttiva ad altissimo guadagno per comunicazioni radio a 5 GHz.

Internamente monta un processore MIPS a 600 MHz, 64 MB di RAM, 16 MB di storage flash, un modulo radio 802.11n con chip AR9344 e una porta Ethernet 10/100 Mbps alimentata via PoE (Power over Ethernet), cioè corrente elettrica passante nel cavo di rete. L’antenna integrata è omnidirezionale settoriale a 60° con guadagno di 9 dBi e permette di operare da sola in configurazioni leggere. Montato su una parabola da 100 cm, il guadagno totale dell’antenna sale fino a 33 dBi, trasformando il modestissimo trasmettitore da 27 dBm in un sistema capace di colpire bersagli a decine di chilometri di distanza. Il sistema operativo è RouterOS di MikroTik, un Linux embedded con firewall, routing, QoS, VPN, bridge, VLAN e tutto ciò che serve per costruire reti complesse senza server aggiuntivi.

Come funziona in pratica

L’installazione base richiede tre componenti fisici: il modulo LDF 5, un cavo Ethernet schermato cat5e o superiore, e un iniettore PoE da 24 volt passivo. Il cavo scende dall’unità esterna fino al router di distribuzione interna e porta sia i dati che l’alimentazione elettrica . La configurazione avviene via browser sulla pagina WebFig o tramite il software WinBox di MikroTik, scaricabile gratuitamente. La prima operazione obbligatoria — prima ancora di toccare qualsiasi parametro radio — è aggiornare RouterOS alla versione 7.7 o superiore, l’attuale è la 7.22.1 stabile. Subito dopo, nel menu QuickSet, si imposta il paese su Italy: questa singola operazione applica in automatico tutti i limiti di potenza e i canali permessi dalla normativa italiana, disabilita le frequenze vietate e attiva il DFS .

Gli usi professionali di oggi

Nel mondo delle telecomunicazioni professionali, il CPE MikroTik LDF 5 è uno strumento di lavoro quotidiano per i WISP (Wireless Internet Service Provider), cioè quei piccoli operatori che portano Internet a banda larga nelle zone rurali usando ponti radio invece della fibra ottica. Un WISP monta una torre con un’antenna settoriale da un lato, e installa un LDF 5 puntato verso la torre sul tetto di ogni cliente. Il link trasporta fino a 60+ Mbps TCP in condizioni ottimali. La stessa tecnologia viene usata per videosorveglianza industriale a distanza, telecontrollo di impianti fotovoltaici in campagna, connessione di capannoni agricoli distanti dal caseggiato principale, e distribuzione di connettività nei cantieri edili temporanei. Sono applicazioni consolidate, installate a decine di migliaia in tutta Europa e in Italia da almeno quindici anni.

PoC Radio Italia e Prepping Cittadino: il contesto che cambia tutto

PoC Radio Italia è la prima community italiana indipendente interamente dedicata alle radio PoC — dispositivi che usano la rete cellulare per trasmettere voce in modalità push-to-talk, come walkie-talkie moderni che operano su IP. Nata il 5 giugno 2024, la community non vende nulla e non ha interesse commerciale: pubblica contenuti tecnici testati sul campo, guide operative e protocolli per situazioni di emergenza, con canali vocali sempre attivi .

Prepping Cittadino parte da un presupposto diverso ma complementare: la preparazione non è roba da bunker americani, ma è la risposta razionale e civica di famiglie urbane che vogliono gestire blackout, interruzioni idriche, evacuazioni e perdita di connettività. Il termine cittadino abbassa deliberatamente la barriera d’ingresso e porta il tema della resilienza urbana dentro la vita quotidiana delle persone normali. Questi due mondi si incontrano esattamente sul problema della comunicazione: quando cade la rete cellulare, quando internet non c’è, come si mantiene il contatto con il gruppo familiare, con il quartiere, con la rete di prossimità?

Il problema fondamentale della PoC in emergenza

Le radio PoC hanno un tallone d’Achille enorme e spesso sottovalutato: dipendono totalmente dalla rete cellulare e da internet. Se cade la rete dell’operatore, se la cella locale è sovraccarica o danneggiata, la PoC ammutolisce esattamente nel momento in cui serve di più. Questa non è una critica alla tecnologia PoC in sé — è semplicemente la sua natura fisica. La PoC è un servizio applicativo che viaggia su infrastruttura altrui, esattamente come WhatsApp o Telegram, e condivide con queste app gli stessi punti di vulnerabilità. Un prepper urbano che conta solo sulla PoC per le comunicazioni di emergenza sta costruendo la sua resilienza su una fondamenta che non controlla.

Qui entra in gioco il CPE a 5 GHz, e la prospettiva cambia radicalmente.

La rete locale offline: cosa cambia con un CPE a 5 GHz

L’idea è semplice ma potente. Un MikroTik LDF 5 non è solo uno strumento per “prendere internet da lontano”. È un router completo che può creare una rete IP privata locale completamente indipendente da qualsiasi infrastruttura pubblica, senza SIM card, senza operatori, senza internet. Su questa rete locale possono girare tutti i protocolli IP: voce VoIP, messaggistica, video, file sharing, cartografia offline. In un contesto di emergenza urbana, un gruppo di famiglie o un quartiere potrebbe costruire una propria infrastruttura di comunicazione autonoma usando due o tre di questi dispositivi come backbone radio.

Il concetto operativo è il seguente: si installa un LDF 5 su una parabola in posizione sopraelevata (terrazzo, campanile, torre dell’acqua, antenna condominiale) e lo si configura come access point di una rete IP locale. Gli altri nodi della rete — altri LDF 5 o semplici router con Wi-Fi a 5 GHz — si connettono a questo punto centrale formando una LAN wireless. Su questa LAN si fa girare un server voce open source o qualsiasi software PTT self-hosted. Le radio PoC dei partecipanti, se dual-mode o configurate su server locale, possono connettersi a questa rete privata invece che all’internet pubblico. Il sistema funziona anche completamente offline, senza nessuna connessione all’esterno.

Ponti Punto-Punto: le distanze reali

La domanda che ogni tecnico o prepper si fa è inevitabile: fino a dove arriva? Con l’antenna integrata da 9 dBi e senza parabola, in condizioni di visibilità ottica diretta tra i due punti, un link punto-punto tra due LDF 5 è stabile e performante fino a 3,5 chilometri. Basta questo per coprire la distanza tra due quartieri di una città media italiana, tra un capoluogo e la prima periferia, o tra due frazioni vicine in una zona collinare.

Montato su una parabola da 60 cm (guadagno tipico 22–25 dBi), il range pratico sale a 10–15 chilometri in condizioni di visibilità ottica pulita. Con una parabola da 90–100 cm (guadagno fino a 33 dBi), i 30 chilometri sono documentati e raggiungibili con throughput ancora utile di 20–30 Mbps. Questi numeri si riferiscono sempre a condizioni di Line of Sight (LoS) rigorosa, cioè visibilità ottica diretta senza ostacoli significativi nel percorso del segnale. In ambiente urbano denso, gli edifici assorbono e diffrangono il segnale a 5 GHz e le distanze si riducono drasticamente. La stima pratica per un ambiente urbano reale, con qualche ostruzione, è di 1,5–3 km con antenna integrata e 5–10 km con parabola.

Un collegamento Punto-Multipunto (PtMP) è ugualmente possibile: un LDF 5 in modalità access point con antenna integrata copre un settore di 60°, e tutti i dispositivi client all’interno di quel settore e a quella distanza possono associarsi e usare la rete. Con più LDF 5 orientati in direzioni diverse (0°, 90°, 180°, 270°) si può costruire una copertura omnidirezionale a 360° su una struttura centrale.

Illuminare zone senza copertura internet

Questo è forse lo scenario più concreto e meno esplorato. Esistono in Italia intere zone montane, valli alpine, borghi dell’Appennino e aree interne del Mezzogiorno dove la copertura cellulare è assente o instabile e la fibra non è mai arrivata. Un singolo LDF 5 montato su parabola in cima a un crinale, connesso a un router con connessione internet satellitare (Starlink, ad esempio), può ridistribuire la connettività a tutti i punti visibili nel raggio di 10–20 km. Per i comuni montani, per le frazioni isolate, per le aziende agricole in zone bianche, questa configurazione è economicamente accessibile — il costo di un LDF 5 è inferiore ai 40 euro — e tecnicamente robusta. Il dispositivo è classificato outdoor IP66, regge pioggia, neve, temperature da -40 a +70 gradi Celsius, ed è alimentabile da pannello fotovoltaico tramite iniettore PoE a 24V .

In un contesto di prepping avanzato, la stessa infrastruttura può funzionare in modalità ibrida: normalmente distribuisce internet via satellite agli utenti del gruppo; in caso di emergenza con perdita del satellite, commuta automaticamente in modalità rete locale privata mantenendo le comunicazioni voce e messaggistica interne al gruppo stesso.

Pro e contro: la valutazione onesta

I vantaggi sono concreti. Il costo è molto basso rispetto alle prestazioni offerte, la tecnologia è matura e documentata, RouterOS è uno degli ambienti di rete più potenti e flessibili esistenti, la comunità internazionale di supporto è enorme, il dispositivo è outdoor di serie e non richiede custodie aggiuntive. La possibilità di montarlo su una parabola di recupero abbatte ulteriormente i costi iniziali.

I limiti, però, non vanno minimizzati. La Line of Sight è il vincolo principale e invalicabile: a 5 GHz non si va intorno agli angoli, non si penetra negli edifici, non si passa attraverso le colline. In un ambiente urbano con palazzi di 5–8 piani, la copertura è intrinsecamente limitata e richiede un punto sopraelevato reale. La configurazione non è plug-and-play: RouterOS è potente ma non intuitivo per chi non ha un background di networking. Servono conoscenze di base su SSID, canali radio, indirizzi IP, DHCP, bridge e routing per costruire una rete funzionale. Un utente inesperto che agisce di fretta in emergenza può fare danni. Il secondo limite riguarda la banda 5 GHz e il DFS: il meccanismo Dynamic Frequency Selection può provocare pause di 60 secondi quando il sistema rileva un radar vicino e deve cambiare canale, una caratteristica scomoda in emergenza che può essere mitigata scegliendo con attenzione i canali operativi.

Normativa in Italia

La normativa italiana per i dispositivi 5 GHz outdoor segue le direttive ETSI recepite dal Codice delle Comunicazioni Elettroniche (D.Lgs. 259/2003) e aggiornate con il D.Lgs. 70/2012. Le regole operative sono chiare. La banda 5150–5350 MHz è riservata esclusivamente all’uso indoor, con EIRP massimo di 200 mW. La banda 5470–5725 MHz è invece consentita anche all’esterno con EIRP massimo di 1 Watt (30 dBm), con DFS (Dynamic Frequency Selection) e TPC (Transmit Power Control) obbligatori. La banda 5725–5875 MHz ha limitazioni variabili, generalmente consentita con potenza ridotta.

Il punto critico per chi usa l’LDF 5 su parabola è l’EIRP totale: EIRP = Potenza TX + Guadagno Antenna. Se il dispositivo trasmette a 20 dBm e la parabola ha 30 dBi di guadagno, l’EIRP risultante è 50 dBm — abbondantemente fuori dalla norma. È obbligatorio ridurre la potenza di trasmissione in RouterOS per mantenere l’EIRP sotto 30 dBm nella banda 5470–5725 MHz. Il MikroTik, con l’impostazione country = Italy, gestisce automaticamente i limiti della potenza di trasmissione, ma il guadagno della parabola deve essere inserito manualmente nel campo “Antenna Gain” per una corretta gestione automatica. Per le reti private (uso proprio, nessun traffico per conto terzi), non è richiesta alcuna licenza o autorizzazione specifica, rientrando nel regime di libero uso. Se invece si vuole offrire connettività a terzi come servizio, si entra nel perimetro del Codice delle Comunicazioni e servono autorizzazioni specifiche.

Normativa in Europa e nel mondo

All’interno dell’Unione Europea, la Direttiva RED 2014/53/UE stabilisce i requisiti essenziali per gli apparati radio, e il dispositivo RBLDF-5nD è esplicitamente certificato CE per tutti i paesi dell’UE . I limiti di banda e potenza sono sostanzialmente armonizzati in tutta Europa attraverso le decisioni ECC/CEPT, quindi le regole italiane si applicano in modo analogo in Francia, Germania, Spagna e nei paesi nordici. Fuori dalla UE le cose cambiano. Negli USA la FCC permette potenze più elevate in alcune bande, ma impone restrizioni più severe in altre; la versione US del dispositivo è bloccata in fabbrica su frequenze diverse e non è intercambiabile con quella International. In Giappone e nei paesi del Medio Oriente esistono restrizioni aggiuntive alle frequenze superiori della banda 5 GHz che rendono necessario verificare paese per paese prima dell’installazione. La versione International del MikroTik LDF 5 — quella venduta in Europa — include nel firmware i profili normativi di oltre 70 paesi e li applica automaticamente all’impostazione del parametro “country” in RouterOS.

Potenzialità reali e limiti di scenario

Definire un orizzonte realistico è fondamentale per non cadere nell’entusiasmo tecnologico che porta a sopravvalutare uno strumento e poi abbandonarlo quando non soddisfa aspettative irrealistiche. Il MikroTik LDF 5 non è una soluzione standalone per le comunicazioni di emergenza urbana diffusa. Non copre un intero quartiere da solo, non passa attraverso i muri e non funziona senza un minimo di pianificazione e competenza tecnica. È invece uno strumento eccellente per collegare nodi fissi sopraelevati tra loro o verso un punto centrale di distribuzione.

Lo scenario più realistico e replicabile per una rete di Prepping Cittadino è quello a due o tre nodi fissi: un punto centrale in posizione dominante (tetto di un edificio alto, terrazza panoramica, collina) che fa da hub, e due o tre nodi periferici posizionati su altri edifici alti a 1–5 km di distanza. Su questa backbone radio viaggiano voce VoIP, messaggistica locale e coordinate operative. Ogni nodo periferico ridistribuisce poi con un normale router Wi-Fi interno ai piani inferiori. Con tre LDF 5, tre parabole di recupero, tre iniettori PoE e un piccolo server embedded come Raspberry Pi per girare i servizi voce, la spesa totale è inferiore ai 200 euro — una cifra accessibile anche per un gruppo familiare organizzato. Il sistema funziona indipendentemente da corrente elettrica se alimentato da batteria e pannello solare, indipendentemente dalla rete cellulare, indipendentemente da internet.

Dispositivo RBLDF-5nD certificato CE per uso in Italia, conforme alla Direttiva RED 2014/53/UE, con RouterOS aggiornato alla versione stabile v7.22.1 al momento della pubblicazione di questo articolo (aprile 2026).

PS: un grazie particolare a Roberto Allera, utente dei gruppi Telegram Prepping Cittadino & PoC Radio Italia, per avere segnalato il dispositivo … ispirandoci alla pubblicazione di questo articolo.

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POC RADIO ITALIA: Comunicazione Ufficiale

Genova, 07 aprile 2026

Oggetto: Ringraziamento per il conferimento dell’Attestato di Benemerenza

Egregio Presidente Simone Argentino,
Pubblica Assistenza Eurosoccorso ODV — Trapani

Riceviamo con profondo senso di responsabilità e con autentica commozione l’Attestato di Benemerenza che la Sua Organizzazione ha voluto conferire a POC Radio Italia in data odierna.

Un riconoscimento di questo tipo, proveniente da chi ogni giorno opera concretamente a tutela della vita umana, vale ben più di qualsiasi altra distinzione. La Pubblica Assistenza Eurosoccorso ODV rappresenta per noi un esempio tangibile di cosa significhi il volontariato vissuto con serietà, con cuore e con competenza. Per questa ragione, ricevere la Sua stima è per noi al tempo stesso un onore e un impegno.

Il compito di POC Radio Italia è garantire che la comunicazione non si interrompa mai, che ogni voce raggiunga la sua destinazione, che nessun operatore sul campo si trovi privo di un collegamento affidabile nei momenti in cui la tecnologia diventa strumento di salvezza. Essere stati utili a chi salva vite è la misura più alta del nostro operato.

L’attestato che ci viene consegnato non sarà per noi un punto di arrivo. Lo consideriamo, al contrario, un rinnovato mandato a proseguire con rigore e dedizione il lavoro che abbiamo avviato, rafforzando ulteriormente la collaborazione con la Sua Organizzazione e con tutte le realtà del coordinamento che condividono la stessa missione.

Porgiamo i nostri più sinceri ringraziamenti a Lei, a ogni volontario di Eurosoccorso e a chi ha sostenuto questa iniziativa. Siamo a disposizione per qualsiasi esigenza operativa futura, certi che la strada percorsa insieme abbia ancora molto da offrire a chi ne ha bisogno.

Con stima e riconoscenza,

La Community di POC Radio Italia

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POC RADIO ITALIA TOUR

Ci sono momenti nella vita di una community che segnano un punto di svolta. Non è soltanto una questione di numeri o di statistiche, ma di qualcosa di più profondo: la necessità umana di stringere una mano, di guardare negli occhi la persona con cui si condivide una passione. È esattamente da questa esigenza che nasce il POC Radio Italia Tour.

Quasi Due Anni di Radio, un Paese Connesso

POC Radio Italia ha percorso in poco meno di due anni una strada straordinaria. La piattaforma ha raggiunto capillarmente circa il 90% delle regioni italiane, costruendo mattone dopo mattone una community solida, attiva e distribuita su quasi tutto il territorio nazionale. Utenti che ogni giorno sul canale MONITOR, condividono esperienze, conoscenze e quella passione comune per le radiocomunicazioni che tiene uniti come non mai.

Eppure, dietro ogni voce c’è una persona. E prima o poi, ogni community che si rispetti sente il bisogno di “uscire dall’altoparlante” e incontrarsi nella realtà. È proprio questa consapevolezza che ha fatto scattare la scintilla: dare un volto alla voce e trasformarla in una stretta di mano … in un abbraccio.

ROMA: Nessun Posto Migliore per Cominciare

La scelta di Roma come città di partenza non è stata casuale. La Città Eterna, capitale d’Italia, simbolo millenario di storia e civiltà, rappresentava il palcoscenico ideale per inaugurare un’iniziativa di questa portata. Un inizio in grande stile, coerente con l’ambizione del progetto: portare il POC Radio Italia Tour nelle principali città italiane, avvicinare la community e costruire incontri che lascino il segno.

L’evento si è tenuto il 28 e 29 marzo 2026, in un weekend tutt’altro che semplice sul fronte logistico. Roma era letteralmente in ebollizione: la Domenica delle Palme portava in città migliaia di fedeli e turisti provenienti da tutta Europa, mentre una manifestazione sindacale di proporzioni notevoli — circa 15.000 partecipanti — stravolgeva completamente la viabilità cittadina, con linee di trasporto soppresse, percorsi modificati e traffico ridisegnato in tempo reale.

Carlo & Alessia: Organizzazione da Manuale

In questo scenario complesso, due nomi meritano una menzione speciale: Carlo e Alessia. A loro si deve un lavoro di organizzazione meticolosa e certosina che ha reso possibile la perfetta riuscita dell’evento. Hanno costruito un itinerario dettagliato, curato ogni singolo passaggio — dal programma delle attività fino all’organizzazione del pranzo — gestendo in tempo reale le variabili impreviste imposte dalla situazione cittadina.

Affrontare la sovrapposizione di una manifestazione sindacale di massa, il caos turistico del fine settimana delle Palme e le complessità tipiche di un primo evento itinerante non era impresa banale. Carlo e Alessia hanno dimostrato capacità organizzative e sangue freddo non comuni, adattando il programma con prontezza e garantendo a tutti i partecipanti un’esperienza fluida e piacevole.

Un Primo Passo che Vale Mille

Il primo POC Radio Italia Tour si è concluso con un bilancio straordinariamente positivo. L’entusiasmo dei partecipanti, persone semplicemente uniche, l’affetto condiviso … hanno confermato che l’idea e il momento erano quelli giusti, e Roma la cornice perfetta.

Da parte dello Staff di PoC Radio Italia: un grazie speciale all’immenso Ramiro! e alle mitiche Isabella e Violetta! … grazie per il contribuito dato alla riuscita di questa prima tappa. Voi insieme al resto della community, siete la ragione per cui questo tour esiste. Le prossime città sono in programma: il viaggio è appena cominciato.

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POC RADIO ITALIA & PREPPING CITTADINO: AGGIORNAMENTO OPERATIVO.

La situazione internazionale sta peggiorando di ora in ora. Le notizie confermano un’escalation militare e una crescente instabilità energetica e finanziaria. È razionale attendersi un potenziale shock economico ed energetico che potrebbe coinvolgere l’Europa in modo diretto, con impatti su mercati, carburanti e costo dell’energia.

La community di POC Radio Italia non improvvisa. In tempi non sospetti sono stati attivati tre strumenti operativi pensati proprio per scenari di stress sistemico:

  • Il portale preppingcittadino.it, con guide pratiche orientate alla preparazione personale e familiare.
  • Il canale Telegram Prepping Cittadino, dedicato ad aggiornamenti e contenuti mirati.
  • INDICE LPL, strumento di lettura strategico per comprendere l’evoluzione del rischio e ridurre la sorpresa.
  • Canale PREPPING CITTADINO sulla piattaforma via tecnologia PoC INRICO per comunicazioni sicure e supporto.

In questa fase è fondamentale adottare un approccio lucido. Preparazione non significa allarmismo. Significa organizzazione, controllo delle informazioni e gestione pragmatica delle risorse.

Invitiamo la community a:

– Rivedere le guide operative più pertinenti alla propria situazione.
– Verificare scorte essenziali in modo ordinato e senza eccessi.
– Monitorare l’evoluzione tramite INDICE LPL.
– Evitare panico, acquisti compulsivi e diffusione di informazioni non verificate.

La pressione energetica e finanziaria è lo scenario più probabile nel breve termine. Evitiamo reazioni emotive collettive … aggraverebbero soltanto gli effetti economici. La differenza la farà la disciplina individuale. Qualora INDICE LPL per l’Italia dovesse superare il valore 8, POC Radio Italia attiverà protocolli specifici proporzionati al livello di rischio, con comunicazioni operative dedicate a beneficio della community.

La linea resta una: consapevolezza, preparazione, razionalità. Aggiornamenti seguiranno in base all’evoluzione delle prossime ore.

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2024/2039 … 15 ANNI CON POC RADIO ITALIA

28 giugno 2024, ore 16:43 e 09 secondi … una data storica … molla gli ormeggi e salpa PoC Radio Italia per come la conosciamo oggi. In quel momento veniva attivata la centrale operativa e, con essa, prendeva forma qualcosa che andava ben oltre una semplice piattaforma tecnica. Nasceva una visione, un’etica operativa, un’idea precisa di comunità e di comunicazione.

A distanza di quasi due anni, quella visione è diventata una realtà nazionale. Non solo per numeri, ma per qualità, per metodo, per capacità di divulgazione e per il tipo di infrastruttura che siamo riusciti a costruire e mantenere viva nel tempo. I dati che leggiamo quotidianamente dai nostri portali, dalle interazioni, dai contatti diretti e dall’attività costante della community parlano chiaro: PoC Radio Italia e Prepping Cittadino crescono in modo sano, coerente e continuo.

Proprio per questo motivo, e proprio alla luce del riscontro estremamente positivo che stiamo registrando, come Staff abbiamo deciso di fare un ulteriore passo in avanti. Un passo concreto, non simbolico. Abbiamo scelto di sostenere un investimento economico importante, anticipando i tempi, per potenziare la centrale operativa e prolungare ulteriormente la licenza di utilizzo fino a luglio 2039, attivandoci già oggi per supportare l’evoluzione tecnologica che i numeri futuri renderanno necessaria.

Quando abbiamo acquistato la piattaforma, lo abbiamo fatto con una prospettiva di lungo periodo. La licenza coprirà complessivamente un arco temporale di 15 anni, con prossima scadenza fissata al 10 luglio 2039, alle 16:43 e 9 secondi … salvo ulteriori rinnovi. Questo significa che, al netto dei quasi due anni già trascorsi, abbiamo davanti a noi almeno altri 13 anni per sviluppare, rafforzare e far maturare un progetto che oggi è già solido, ma che ha ancora enormi margini di evoluzione.

Questo investimento non è stato fatto “per oggi”, ma per essere pronti e tecnologicamente in grado di supportare le prospettive e gli sviluppi che cominciano a delinearsi all’orizzonte. Inoltre ci ha consentito di ottenere da parte di INRICO l’autorizzazione all’accesso a nuovi servizi e a nuove funzionalità che fino a ieri ci erano precluse. Strumenti che non servono nell’immediato, ma che diventeranno fondamentali quando la community sarà ancora più ampia, più distribuita e più operativa di quanto non sia già adesso.

Il dato forse più significativo, per capire la qualità di ciò che stiamo costruendo e il reale trend , è il rapporto tra community e piattaforma. Oggi il gruppo Telegram ufficiale conta poco più di 200 persone. Di queste, circa la metà sono titolari di una licenza personale attiva sulla piattaforma. È un rapporto rarissimo, che dice molto più di qualsiasi slogan: significa fiducia, coinvolgimento reale, partecipazione consapevole. Non utenti di passaggio, ma persone che scelgono di esserci.

Questo manifesto non è un traguardo, ma una dichiarazione di responsabilità. Abbiamo deciso di investire ancora, prima che fosse strettamente necessario, perché crediamo nel progetto, nella sua crescita e nelle persone che lo rendono vivo ogni giorno. PoC Radio Italia non è improvvisazione, non è moda, non è rumore di fondo. È una costruzione paziente, tecnica, umana e orientata al lungo periodo.

Grazie di cuore da parte dello Staff a tutti voi per avere reso possibile questa straordinaria avventura!! …. la direzione è tracciata, la base è solida, gli strumenti ora sono ancora più avanzati. Il lavoro continua!!

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SIMULAZIONE EMERGENZA VIA POC RADIO 08 FEBBRAIO 2026

PROTOCOLLO OPERATIVO UFFICIALE

INTRODUZIONE

Questa simulazione di emergenza via PoC Radio nasce con l’obiettivo di verificare e addestrare l’uso corretto delle chiamate SOS, testando il comportamento degli utenti e l’organizzazione complessiva del canale Emergenza.

Non si tratta di una dimostrazione tecnica né di un esercizio teorico, ma di una simulazione operativa realistica, costruita per riprodurre fedelmente ciò che accadrebbe in una situazione reale.

Il protocollo adottato è stato volutamente progettato per essere semplice, chiaro e accessibile a tutti, perché in emergenza:

  • nessuno ragiona in modo lucido
  • nessuno improvvisa bene
  • ogni ambiguità genera caos

Meno decisioni devono essere prese sul momento, più il sistema funziona.

QUANDO USARE IL PULSANTE SOS

Il pulsante SOS va utilizzato solo quando:

  • la situazione è grave o potenzialmente grave
  • non è possibile contattare direttamente il 112
    (assenza di segnale, incapacità fisica, telefono non disponibile)

Se puoi chiamare il 112, devi chiamare il 112.
La funzione SOS PoC non sostituisce i soccorsi ufficiali, li supporta.

PRINCIPIO BASE DEL PROTOCOLLO

In emergenza:

  • una sola voce coordina
  • tutti gli altri ascoltano
  • la tecnologia supporta, ma l’ordine umano è fondamentale

Il protocollo non premia chi parla di più, ma chi parla nel modo giusto.

FUNZIONAMENTO DELLA CHIAMATA SOS

ATTIVAZIONE

Quando un utente preme il pulsante SOS sul proprio dispositivo:

  • parte immediatamente un allarme sonoro speciale su tutti i dispositivi in ascolto sul canale Emergenza
  • l’allarme dura circa 2 secondi
  • terminato l’allarme, tutti i dispositivi passano automaticamente in ascolto
  • il dispositivo dell’utente entra in trasmissione automatica per 1 minuto

Durante questa fase:

  • l’utente SOS viene ascoltato da tutti
  • nessun altro può intervenire vocalmente
  • eventuali silenzi o rumori sono normali

L’utente può:

  • continuare a trasmettere
  • oppure interrompere la trasmissione automatica premendo PTT o cliccando a schermo su Close

COMUNICAZIONE DELL’UTENTE SOS

L’utente che ha premuto SOS deve parlare subito e utilizzare solo questo schema:

CHI SONO – DOVE SONO – COSA SUCCEDE

Esempio:

“Sono Marco, Monte Cabania, persona ferita ma cosciente.”

Dopo aver comunicato:

  • l’utente resta in ascolto
  • parla solo se interrogato

Niente racconti, niente spiegazioni aggiuntive.

GEOLOCALIZZAZIONE E SUPPORTO TECNOLOGICO

Con l’attivazione del SOS, la geolocalizzazione attiva fornisce automaticamente alla centrale operativa:

  • posizione dell’utente
  • via e potenziale numero civico
  • precisione media con margine di errore max di circa 20 metri

Questo livello di accuratezza consente, nella pratica, di individuare l’area esatta della persona, anche in assenza di una descrizione perfetta.

La geolocalizzazione non sostituisce la comunicazione, ma la rafforza e la rende più affidabile.

RUOLO DELLA CENTRALE OPERATIVA

La centrale operativa:

  • ha visibilità completa del sistema
  • dispone di strumenti avanzati
  • è il riferimento principale in caso di emergenza

Quando la centrale è in ascolto o interviene:

  • assume automaticamente il coordinamento
  • nessun altro dirige l’emergenza

La centrale:

  • riceve l’allarme
  • prende in carico l’evento
  • coordina le comunicazioni
  • verifica la reperibilità dell’utente
  • valuta eventuali escalation

ECCEZIONE PREVISTA: ASSENZA TEMPORANEA DELLA CENTRALE

Può accadere che:

  • la centrale operativa non sia immediatamente in ascolto
  • l’SOS venga ricevuto comunque da altri utenti presenti sul canale Emergenza

Questa situazione è prevista dal protocollo.

PRINCIPIO DI CONTINUITÀ OPERATIVA

L’emergenza non deve mai rimanere senza guida.

In assenza della centrale:

  • il primo utente qualificato che prende la parola correttamente
  • assume il ruolo di Coordinatore Temporaneo di Emergenza

Formula obbligatoria:

“Qui [nome o nominativo], assumo temporaneamente il coordinamento dell’emergenza.”

Da quel momento:

  • tutti gli altri utenti restano in ascolto
  • nessuno interviene senza essere chiamato
  • il coordinatore mantiene ordine e chiarezza

RUOLO DEL COORDINATORE TEMPORANEO DI EMERGENZA

Il coordinatore temporaneo:

  • non improvvisa interventi
  • non prende decisioni operative sul campo
  • non sostituisce la centrale

Si limita a:

  • ripetere le informazioni ricevute
  • tentare il contatto con l’utente SOS
  • raccogliere eventuali informazioni utili
  • mantenere disciplina sul canale
  • chiamare in causa la centrale operativa

PASSAGGIO DI CONSEGNE ALLA CENTRALE

Quando la centrale operativa entra in ascolto, anche successivamente:

La centrale dichiara:

“Qui Centrale Operativa PoC Radio Italia, prendo in carico il coordinamento.”

A quel punto:

  • il coordinatore temporaneo cede immediatamente il ruolo
  • la centrale assume la direzione
  • la continuità dell’emergenza non viene interrotta

La centrale ha priorità funzionale assoluta, ma senza creare sovrapposizioni o conflitti.

VERIFICA E CONTATTI

Se l’utente SOS:

  • non risponde più via PoC
  • oppure le informazioni sono insufficienti

La procedura prevede:

  • ulteriori tentativi di contatto via PoC
  • tentativo di contatto telefonico diretto

Per questo motivo:

  • ogni utente deve aver fornito preventivamente un numero di telefono valido

Se l’utente non risponde neanche telefonicamente e la situazione appare critica:

  • la centrale valuta l’attivazione delle autorità competenti

OBIETTIVO DELLA SIMULAZIONE

Questa simulazione serve a:

  • imparare a usare correttamente il pulsante SOS
  • comprendere il ruolo della centrale operativa
  • testare la gestione del canale Emergenza
  • ridurre il caos comunicativo
  • creare disciplina e consapevolezza

Non è un gioco, non è una prova individuale.
È addestramento operativo.