PoC Radio e Radio Tradizionale: chi consuma di più?

Fine dei luoghi comuni: chi consuma di più?

Per anni si è creduto che le radio tradizionali fossero più parsimoniose in termini di batteria rispetto alle nuove PoC Radio. Convinzione tecnicamente superata. La realtà oggi dice altro, ed è evidente per chiunque ha partecipato a un contest, un’attivazione radioamatoriale o faccia un uso operativo professionale intensivo di dispositivi portatili VHF/UHF.

Le radio tradizionali: autonomia vera, non teorica

Una radio analogica o digitale, anche di fascia alta, se usata davvero (cioè TX/RX intensi, chiamate continue, ascolto attivo, cambio frequenze, squelch regolato basso), potrebbe non arrivare a fine giornata. In ambiti tipo contest radioamatoriale o servizio operativo intensivo, non si arriva nemmeno a fine turno.

Motivo? L’alimentazione dei finali di trasmissione (in media 5W), l’assenza di power management intelligente, e batterie che spesso restano sotto i 2.500 mAh. A ciò si aggiungono continui key-on, picchi di assorbimento istantaneo, e zero ottimizzazione software.

Chi ha provato a trasmettere per ore con un portatile VHF lo sa: serve almeno una batteria di ricambio, o si spegne tutto al momento meno opportuno. Le prestazioni di copertura radio si degradano!

Le PoC Radio: sorprendenti per autonomia e costanza

Una PoC Radio, che lavora su rete dati cellulare o WiFi, è ottimizzata per un uso continuo e distribuito. Il sistema Android consuma, sì, ma è progettato per restare acceso tutto il giorno, con moduli LTE, display, microprocessori e app di gestione attivi in background.

Eppure, nella realtà:
una PoC di fascia media con batteria 4.000–5.000 mAh ti porta tranquillamente a fine giornata.
Non solo in standby, ma anche in attività intensiva: ascolto, chiamate, invio di posizione, scambio di messaggi vocali, segnalazioni, ecc.

Le prestazioni di copertura di una PoC Radio non si degradano con lo scaricarsi della batteria!

Nel confronto diretto sul campo tra PoC e radio VHF tradizionali, una PoC consuma meno perché trasmette solo pacchetti dati compressi, non tiene acceso un finale RF da 5 watt, e riesce a regolare dinamicamente il consumo a seconda della qualità rete.

Confronto pratico a parità d’uso (TX/RX medio-alto)

Scenario tipicoRadio tradizionale VHFPoC Radio
Contest radio1,5–2,5 ore10–14 ore
Turno operativo2–4 ore8–12 ore
Standby ascolto6–8 ore20+ ore
Attività intensa urbanamax 3 oreregge tutta la giornata

Il dato è schiacciante: la PoC è nettamente più efficiente per comunicazioni frequenti, perché ottimizza trasmissione e ricezione su base dati, con moduli di trasmissione Smart.

I motivi tecnici

  • Assenza di RF diretta: nessun modulo trasmette a 5W reali su frequenza radio.
  • Compressione audio: invia solo il necessario, in modo asincrono.
  • Power management: Android spegne in automatico processi, display, WiFi, GPS quando inutili.
  • Batterie più grandi: ormai la media è 4.800 mAh contro i 1.800–2.000 di molte radio classiche.
  • Dispositivi pensati per turni interi: molte PoC nascono per ambiti lavorativi (taxi, sicurezza, logistica), dove l’operatore non deve preoccuparsi della batteria.

Alcuni esempi pratici:

Poc Radio

  • Hytera PNC360S (4 000 mAh): autonomia fino a 48 ore in modalità 10% trasmissione / 10% ricezione / 80% standby.
  • Hytera PNC380S (4 000 mAh): fino a 24 ore di operatività continua.
  • Informazioni generali: le PoC moderne dispongono di batterie da almeno 4 000 mAh, pensate per durare tutta la giornata .

Sintesi PoC: autonomia generalmente tra le 24 e le 48 ore operative, grazie a batterie più capienti e gestione intelligente del consumo.

Radio tradizionali VHF/UHF

  • Cobra HH350 (marina): fino a 16 ore in uso continuo.
  • ACR SR203 (sopravvivenza): oltre 16 ore a –4 °F (–20 °C).
  • Standard Horizon HX320: 17 ore di funzionamento.
  • HX760S: circa 11 ore, con GPS spento.
  • HX890E: 27 ore in standby sulla VTS ch12.
  • Yaesu VX: 6–12 ore in uso audio attivo; in solo ricezione si estendono fino a due giorni.

Sintesi analogiche: autonomia variabile da 11 a 27 ore, ma molto dipende dalla fascia commerciale del dispositivo.

Se ti affidi alle classiche cinesine sotto i 50.00€ il confronto diventa drammatico!

Confronto sintetico dispositivi fascia media

Tipo di dispositivoCapacità batteriaAutonomia stimata
PoC Radio4.000 mAh +24–48 ore operative
VHF/UHF1.700–2.500 mAh11–27 ore (molto variabile)

Interpretazione operativa

  • Gestione del consumo: le PoC sfruttano power‑management avanzati (modalità standby, CPU ottimizzata, compressione vocale).
  • Caso trasmissione intensa: come evidenziato, una portatile VHF si può scaricare in 2–3 ore in trasmissione continua; dalle specifiche dei modelli, la media del ciclo operativo è 11 ore, ma con carichi elevati si scende drasticamente.
  • Scenario standby/ricezione: le VHF eccellono in standby (fino a 27 ore), ma l’uso reale implica conversazioni continue e squelch costante.
  • PoC nel campo reale: la durata di 24–48 ore riflette l’uso misto (TX/RX/standby), supportata da batterie più grandi e dalla rete dati.

Quindi?

  • Le PoC Radio offrono autonomia superiore rispetto alle portatili VHF in uso attivo grazie a batterie più potenti e controllo intelligente di consumo.
  • Le radio tradizionali hanno buone prestazioni in standby, ma la trasmissione RF abituale riduce considerevolmente la loro durata operativa.

Chi continua a sostenere che “le radio tradizionali durano di più” lo fa forse per nostalgia o per esperienza da soft-user, ma chi trasmette veramente sa la verità: una PoC usata bene ti porta fino a sera, una radio classica no.

Se lavori sul campo, se fai servizio reale, se vuoi un sistema che non ti lasci a piedi proprio quando serve comunicare, la PoC Radio non è solo una scelta: è una garanzia operativa.

Come interpretare correttamente uno Speedtest: guida tecnica all’affidabilità di rete per sistemi PoC

La tecnologia PoC (Push-to-Talk over Cellular) richiede una connessione dati stabile e reattiva per funzionare correttamente. L’affidabilità di un sistema PoC dipende direttamente da alcuni parametri di rete fondamentali, misurabili tramite strumenti come fast.com, speedtest.net o tool professionali. Questo articolo prende in esame uno speedtest reale (immagine fornita), spiegando nel dettaglio il significato di ogni valore e definendo i requisiti minimi per operare efficacemente con una PoC radio.

Analisi dettagliata dello screenshot

Lo screenshot mostra i risultati di un test effettuato tramite fast.com, connesso tramite rete mobile Iliad Italia, e server localizzati a Milano (client) e Stoccolma (server). Ecco cosa indicano i valori riportati:

Velocità di Download: 18 Mbps

Indica la quantità di dati ricevibili dal dispositivo in un secondo. Nel contesto PoC, il download è importante per:

  • ricevere flussi vocali in tempo reale;
  • gestire notifiche push;
  • ricevere aggiornamenti del server centrale o dati video (nel caso di video dispatch).

Soglia minima operativa per PoC:

  • ≥ 1,5 Mbps (audio vocale fluido)
  • ≥ 3 Mbps (video a bassa risoluzione stabile)
  • < 1 Mbps (rischio ritardo audio, perdita pacchetti, timeout app)

Velocità di Upload: 6,9 Mbps

Indica la capacità di inviare dati. Per un sistema PoC, l’upload è cruciale: ogni volta che si preme il tasto PTT, il dispositivo invia un flusso vocale al server, che deve arrivare rapidamente e senza distorsioni.

Soglia minima operativa per PoC:

  • ≥ 0,8 Mbps (voce PTT trasmessa in modo chiaro)
  • ≥ 2 Mbps (compatibile con invio immagini, coordinate GPS, segnalazioni multiple)
  • < 0,5 Mbps (audio distorto, PTT non trasmessi, delay critico)

Latenza (Ping) – Unloaded: 31 ms / Loaded: 834 ms

La latenza rappresenta il tempo impiegato da un pacchetto dati per andare e tornare dal server. Esistono due tipi:

  • Unloaded (31 ms): misura la reattività della rete senza carico.
  • Loaded (834 ms): misura la reattività sotto stress (es. mentre si scarica o carica).

Nel mondo PoC, la latenza unloaded è quella più rilevante, perché descrive la reattività base del sistema. La latenza loaded, invece, può indicare congestione o buffering.

Soglia operativa ideale per PTT:

  • < 80 ms (tempo reale garantito)
  • 80-150 ms (leggero ritardo percepibile)
  • > 200 ms (conversazioni a scatti, comunicazione difficile)

Nel caso analizzato, i 31 ms unloaded sono eccellenti. Tuttavia, il valore 834 ms loaded è molto alto, segnalando che sotto carico la rete si degrada pesantemente, probabilmente per saturazione banda o congestione della cella.

Jitter e perdita pacchetti (non visibili da fast.com)

Fast.com non mostra jitter (variazione del ping) o packet loss (perdita pacchetti), ma questi due fattori sono determinanti:

  • Un jitter > 50 ms rende l’audio instabile.
  • Un packet loss > 1% può causare silenzi, voci metalliche o errori critici nelle trasmissioni.

Per analisi approfondite è preferibile utilizzare strumenti come PingPlotter, VOIP Monitor, o applicazioni Android come Network Signal Info Pro.

Quando una rete è “sufficiente” per il sistema PoC?

ParametroMinimo OperativoOttimale
Download≥ 1,5 Mbps≥ 3 Mbps
Upload≥ 0,8 Mbps≥ 2 Mbps
Ping≤ 150 ms≤ 80 ms
Jitter≤ 40 ms≤ 20 ms
Packet Loss0–1%0%

Nel caso esaminato, la connessione è pienamente utilizzabile per PTT vocali, ma con attenzione agli scenari in cui più applicazioni condividono la banda. Il valore elevato di loaded latency (834 ms) potrebbe comportare rallentamenti se il dispositivo è impegnato contemporaneamente in upload o download massivi.

Il sistema PoC funziona bene solo se la connessione è stabile e reattiva, non solo “veloce”. Lo scenario ideale è:

  • buona copertura 4G o 5G;
  • latenza bassa;
  • upload superiore a 1 Mbps;
  • rete non congestionata da altre app o dispositivi.

Una PoC Radio non è uno smartphone: per garantire comunicazioni istantanee e affidabili, la rete dev’essere misurata e monitorata con attenzione. Lo screenshot mostrato rappresenta una situazione tecnicamente sufficiente ma borderline sotto carico. In contesti di emergenza o uso professionale (es. sicurezza, logistica, centrale operativa), sarebbe consigliato un ping unloaded sotto i 50 ms e un upload stabile sopra i 3 Mbps, preferibilmente con SIM multi-operatore o router LTE professionali.

Premi, parla, ascolta: l’educazione perduta e la lezione delle PoC Radio

C’è un gesto, semplice, quasi banale, che oggi sembra appartenere a un altro tempo. Un gesto che racchiude in sé un’etica, una disciplina, un rispetto implicito che il nostro tempo ha ormai archiviato tra le inutilità del passato. Quel gesto è il Premi-e-Parla, il modello PTT (Push-to-Talk) che regola ogni comunicazione nelle PoC Radio.

E proprio lì, in quel dito che preme, in quella voce che si esprime, e nel silenzio che segue, c’è una verità che abbiamo dimenticato.

La civiltà dell’attesa

Chi ha vissuto l’Epoca Radio lo sa. Prima che arrivassero gli stream, i social, i vocali infiniti e i commenti a raffica, esisteva un mondo dove si ascoltava per davvero. Dove parlare significava attendere il proprio turno. Dove, per forza di cose, il tempo di parola era un dono ricevuto e un dovere da esercitare con misura.

Nel PTT nessuno può interromperti, ma proprio per questo devi usare quel tempo con responsabilità. E non puoi parlare all’infinito, perché qualcuno dall’altra parte aspetta. E se tu stai parlando, lui sta ascoltando. E viceversa.

Questa è la radice di tutto: il rispetto. Il rispetto del tempo, delle parole, dell’altro. Il rispetto di una sequenza naturale: premi, parli, rilasci, ascolti. Non puoi scappare da questa regola, ed è per questo che il modello PTT educa — senza che tu nemmeno te ne accorga.

L’era del rumore

Con l’avvento di internet, del “content is king”, dell’“engagement ad ogni costo”, il mondo si è riempito di voci. Di urla. Di monologhi. Oggi tutto è costruito per spingere a parlare, postare, commentare, sovrapporsi. Ascoltare è un atto passivo, inutile, scomodo. Nessuno ascolta più nessuno. I podcast vengono consumati a 1.5x, i video saltati ai punti salienti, le storie skippate dopo 3 secondi. Non abbiamo più tempo per nulla — o meglio, non abbiamo più tempo per gli altri.

Ma parlare senza ascoltare non è comunicare. È solo inquinamento verbale. È ego digitale. È esibizionismo spacciato per espressione.

PoC Radio Italia: un’alternativa radicale

Entrare in PoC Radio Italia non è come unirsi a un gruppo Telegram o commentare sotto un reel. Qui vige una regola semplice ma potente: chi parla ha il diritto alla parola, e chi ascolta ha il dovere dell’ascolto.

Non ci sono notifiche che ti distraggono, like da inseguire, commenti da rincorrere. C’è solo un flusso vocale, umano, autentico. E soprattutto: c’è silenzio. Il silenzio di chi aspetta che l’altro finisca. Il silenzio di chi ha ancora il coraggio di stare zitto quando non è il suo turno. Il silenzio che genera ordine, che impone una forma, che rimette al centro il significato delle parole.

La sfida è culturale, non tecnica

Non è la tecnologia a fare la differenza. È l’approccio. PoC Radio Italia non è solo una community. È una proposta culturale. Una comunità che ti invita a comunicare in un modo diverso: più essenziale, più rispettoso, più reale.

Perché usare una PoC Radio è come guidare una macchina col cambio manuale: ti obbliga a essere presente, a fare attenzione, a non distrarti. Ti insegna che ogni azione ha un ritmo, ogni intervento un tempo, ogni parola un peso.

Un’occasione rara: imparare di nuovo ad ascoltare

Chi entra in PoC Radio Italia ha un’opportunità rara: riscoprire il valore del silenzio. Rieducarsi all’ascolto. Riabituarsi a dare spazio. A lasciare che l’altro finisca, a non sovrapporre, a non correre. E ha anche una responsabilità: offrire agli altri lo stesso rispetto che chiede per sé.

È una rivoluzione? No. È semplicemente una regressione virtuosa. Un ritorno a quando la comunicazione era fatta di turni, di pause, di voci vere e di ascolto sincero.

E tu, sei capace di ascoltare davvero?

È facile premere e parlare. Ma sei capace di rilasciare e stare in silenzio? Sei capace di ascoltare tutto, fino alla fine, anche se la voce è lenta, esitante, diversa dalla tua?

La PoC Radio non ti darà badge, follower o visualizzazioni. Ti darà presenza, ordine, connessione vera. Ma solo se sei disposto ad accettare che comunicare non significa soltanto esprimersi, ma anche accogliere.

Chi entra in PoC Radio Italia non lo fa per dire la sua. Lo fa per costruire qualcosa insieme.

E questo, oggi, è già una forma di resistenza.

PROFILO

Una voce diversa. Una direzione chiara.

PoC Radio Italia non è un semplice progetto. È una visione concreta, nata da una domanda semplice e potente: e se ci fosse un modo nuovo, più affidabile e umano, per comunicare?

Il 05 giugno 2024 abbiamo acceso i microfoni. Oggi, abbiamo costruito una rete reale di persone, strumenti, idee e soluzioni che funziona davvero. Siamo la prima community italiana indipendente interamente dedicata al mondo delle PoC Radio – un’alternativa seria, moderna e operativa ai soliti social, alle app di messaggistica e ai walkie-talkie tradizionali.

Cosa facciamo, davvero

Ogni sezione del nostro portale è pensata per rispondere a esigenze vere, senza fronzoli, senza marketing, senza fumo negli occhi.

Perché esistiamo?

Perché la comunicazione, in un mondo saturo di rumore, ha bisogno di tornare utile, umana e immediata. PoC Radio Italia è nata per questo: offrire un’alternativa. Con parole chiare. Con strumenti testati. Con l’esperienza che si costruisce giorno per giorno, parlando sul serio.

Cosa ci distingue da tutto il resto

Non vendiamo dispositivi. Non ci interessano i like. Quello che facciamo è costruire credibilità, un messaggio alla volta, dando voce a chi vuole comunicare per davvero.

Dal 05 giugno 2024 ad oggi siamo passati da un’idea a una presenza riconosciuta e rispettata nell’ambiente delle comunicazioni alternative. E il bello deve ancora cominciare.

Vuoi capire di più?

Parti da qui, esplora i nostri contenuti e ascolta le voci che si intrecciano ogni giorno nei nostri canali. Perché PoC Radio Italia è vera. Come la voce che senti.

Perché LoRa può raggiungere 15-20 km in campo aperto?

Applicazioni comuni

  • Agricoltura intelligente: sensori nei campi per monitorare umidità, temperatura, irrigazione.
  • Smart city: parcheggi intelligenti, illuminazione pubblica automatizzata, gestione rifiuti.
  • Industria: monitoraggio di macchinari, rilevamento gas o fumo, asset tracking.
  • Ambito sanitario: dispositivi indossabili per il monitoraggio di pazienti.
  • Logistica e trasporti: tracciamento di container, veicoli, merci.
  • Rilevamento ambientale: stazioni meteo, monitoraggio di frane o alluvioni.

Caratteristiche principali

CaratteristicaDettaglio
Lunga distanzaFino a 15-20 km in campo aperto
Basso consumoPerfetto per sensori alimentati a batteria (durata anche > 10 anni)
Basso bitrateAdatto per invio di piccoli dati (es. valori di sensori)
RobustezzaResistente a interferenze, adatto anche a zone rurali o urbane dense
Licenza gratuitaUsa frequenze libere (es. 868 MHz in Europa)
  • Modulazione Chirp Spread Spectrum (CSS): molto resistente al rumore e alle interferenze, anche a segnali molto deboli (fino a -137 dBm).
  • Banda stretta e data rate basso: trasmette pochi dati, ma con altissima sensibilità del ricevitore.
  • Condizioni ideali: visibilità ottica totale (line of sight), niente ostacoli, antenne ben posizionate e regolazione corretta di potenza e spreading factor.

Distanze reali in base allo scenario

ScenarioDistanza LoRa tipica
Campagna aperta, pianura10-20 km
Collina/montagna, visibilità buona20-40 km con antenne elevate
Ambiente urbano denso2-5 km
Edifici o ostacoli multipli0,5-2 km
Interni (indoor)100-500 m

Nota importante

Il dato “15-20 km” è tecnicamente possibile, ma non garantito in ogni condizione. Dipende da:

  • Altezza dell’antenna (più è in alto, meglio è)
  • Qualità e guadagno delle antenne (es. 5 dBi o superiori)
  • Spreading Factor usato (SF12 = massima distanza ma lentezza massima)
  • Rumore di fondo radioelettrico
  • Umidità, pioggia, ostacoli vegetali

Sì, LoRa può raggiungere 15-20 km o anche oltre in campo aperto, ma solo in condizioni ottimali. In ambienti reali, tipicamente si lavora con coperture tra 2 e 10 km, che restano comunque ottime per dispositivi a batteria a bassissimo consumo.

Nasce la sezione EMERGENZA: etica, preparazione e voce umana nei momenti che contano

In un mondo che cambia ogni giorno, dove le certezze crollano spesso senza preavviso, nasce una nuova area su PoC Radio Italia: si chiama EMERGENZA, ed è molto più di una sezione informativa.
È uno spazio etico, concreto, umano. È la risposta a una domanda che ci poniamo da tempo:

“E se un giorno servisse davvero?”

Etica, non marketing

A differenza di tanti altri progetti che cavalcano l’allarmismo per vendere soluzioni, questa sezione non nasce per fare paura, ma per generare consapevolezza.
PoC Radio Italia non è un’azienda, non è una testata, non è un gruppo commerciale: è una rete di persone, un gruppo, una famiglia di amici sparsi, che condividono lo stesso principio:

in emergenza non si improvvisa. Si comunica. E si comunica bene.

Questa sezione nasce da una convinzione forte: le parole contano, specialmente quando tutto intorno sembra saltare.

PoC Radio come strumento di resilienza

Nel cuore della sezione EMERGENZA c’è il valore delle comunicazioni via PoC Radio.
Questa tecnologia, spesso confusa come una semplice app o con uno “smartphone camuffato”, è in realtà un mezzo potente e affidabile, pensato per connettere persone reali in tempi reali, anche quando tutto il resto crolla:

  • quando la rete dati va in crisi
  • quando le chat si saturano
  • quando il panico spegne la razionalità
  • quando serve una voce, non un numero

Una risposta alle realtà attuali

Il 2025 non è un anno normale.
Viviamo in un clima di tensione geopolitica, tra guerre regionali che rischiano escalation, blackout infrastrutturali, rischi cyber e scenari che un tempo venivano bollati come “teorie” e oggi entrano nei documenti ufficiali dell’Unione Europea.

La sezione EMERGENZA si ispira infatti anche alle direttive EU in materia di prevenzione civile, continuità comunicativa e resilienza comunitaria.

PoC Radio Italia si allinea ai principi chiave del Dispositivo Europeo di Protezione Civile, senza essere un ente, ma un corpo sociale volontario e orizzontale.

Il nostro linguaggio: umano, non tecnico

Non troverai qui codici operativi da esercito né manuali per specialisti.
Troverai storie, consigli, tecniche psicologiche accessibili, simulazioni, spiegazioni vere, e tutto ciò che può servire a chi un giorno si troverà a dover gestire l’imprevisto.
Troverai anche riflessioni sull’etica del parlare in emergenza, perché non basta “dire qualcosa”:

serve dire la cosa giusta, nel modo giusto, al momento giusto.

Un gruppo che si rafforza con l’aiuto reciproco

La sezione EMERGENZA è anche un luogo di formazione emotiva, dove imparare a riconoscere i segnali di disagio, stress, blocco, panico.
Qui non si giudica nessuno: chi ha paura non è debole.
Chi sbaglia non è un peso.
Chi comunica male può imparare.
Perché la logica è sempre quella: ci si salva insieme.

Cosa troverai nella sezione EMERGENZA

Uno spazio per restare umani, anche nel caos

La sezione EMERGENZA non è allarme o pubblicità gratuita alla paura.
È preparazione consapevole.
È la scelta di parlare, ascoltare, sostenere quando servirà di più.
È un pezzo di PoC Radio Italia che guarda avanti, con radici ben piantate nell’amicizia, nella lucidità, nella voglia di essere utili.
E se un giorno succederà qualcosa, vogliamo essere già pronti, non per eroismo.
Ma per umanità.