Prepping cittadino e comunicazione intelligente: perché la PoC Radio può fare la differenza

C’è un pensiero comune che serpeggia in molti gruppi dedicati al prepping: associare il concetto di preparazione soltanto a scenari estremi, al collasso delle infrastrutture, al blackout totale della civiltà. Ma chi vive nel mondo reale – tra strade bloccate, alluvioni improvvise, incidenti in tangenziale, o comunicazioni d’emergenza che non partono – sa che la maggior parte delle criticità che affrontiamo ogni giorno non richiede di tornare alla pietra scheggiata. Serve solo un sistema affidabile e rapido per restare in contatto.

Ed è qui che entra in gioco la PoC Radio.

PoC sta per Push-to-Talk over Cellular. Tradotto in concreto: un sistema radio basato su rete dati, dove il pulsante “parla” funziona come un walkie-talkie, ma sfrutta l’infrastruttura delle telecomunicazioni esistenti. La chiave sta nell’uso etico e intelligente di questo mezzo. Non stiamo parlando di un giocattolo tecnologico, né di un accessorio da nerd. Parliamo di uno strumento che, usato in modo coerente, può migliorare la nostra capacità di reagire a eventi imprevisti, grandi o piccoli che siano.

Fermiamoci un momento. Immagina:

  • Sei in auto sulla A7. Coda chilometrica, panico, un incidente grave più avanti. Rete telefonica intasata, sei fermo in galleria.
  • Hai una figlia che torna da scuola. La chiami, il telefono squilla, ma nulla. Inizia la corsa mentale a mille scenari.
  • L’acqua esce dai tombini, piove da ore, il traffico è in tilt. Sei bloccato in centro e il tuo vicino, con cui condividi la gestione dei tuoi genitori anziani, è irraggiungibile.

In tutte queste situazioni – vere, documentate, realmente accadute – il sistema PoC ha dimostrato tutta la sua resilienza e concreta utilità.

La PoC Radio non è la panacea. Ma è un ponte. Una voce. Un canale sicuro, organizzato, operativo. Senza dover digitare nulla. Basta premere e parlare. Chi ascolta, riceve. Subito.

La centrale operativa di PoC Radio Italia nasce esattamente da questo: dare una risposta concreta, etica, semplice e verificabile a chi vuole prepararsi senza per forza rifugiarsi nei boschi. A chi pensa che il prepping sia prevenzione reale, non scenari alla Mad Max.

Il sistema PoC INRICO, adottato da PoC Radio Italia, in diversi scenari emergenziali ha dimostrato una straordinaria resilienza. Dove tutto sembra essersi fermato, il sistema PoC e riuscito a trovare una strada preferenziale. C’è solo un invito: metti alla prova il sistema. Testalo nel tuo quotidiano. Durante un’uscita, un evento pubblico, un temporale forte. Fai una prova vera, concreta, come faresti con una torcia o un kit di pronto soccorso.

Perché se c’è una cosa che i veri prepper sanno, è che non si improvvisa nulla nel momento del bisogno.

E quando ti accorgerai di quanto può essere utile avere un ponte vocale stabile con il tuo gruppo, con la tua famiglia, o anche solo con altri cittadini attenti come te… allora capirai che il prepping più efficace è quello che parte dalla testa. Non dal bunker.

Benvenuto in PoC Radio Italia.

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Zello: stop dal 12 agosto ai dispositivi con Android 6 o versioni precedenti

Cosa cambia e come prepararsi

Dal 12 agosto 2025 Zello interromperà il supporto e il funzionamento dell’applicazione su tutti i dispositivi Android con sistema operativo 6.0 Marshmallow o versioni precedenti. La decisione riguarda sia la versione gratuita sia Zello Work. La notizia, ufficializzata dagli sviluppatori attraverso i canali di supporto, impatta direttamente molti utenti che ancora utilizzano terminali datati, inclusi alcuni modelli diffusi nel mondo delle PoC Radio. (vedi fonte ufficiale)

Cosa succederà il 12 agosto 2025

A partire da quella data:

  • Le versioni di Zello precedenti alla 6.0.2 (Android) non saranno più operative.
  • Non sarà possibile connettersi ai server Zello, anche se l’app è installata.
  • La modifica riguarda tutti i canali, sia pubblici che privati, inclusi quelli professionali su Zello Work.

Perché Zello ha preso questa decisione

La motivazione principale è tecnica e di sicurezza:

  • Le vecchie versioni di Android non ricevono più aggiornamenti di sicurezza da anni.
  • Il codice delle app precedenti non è compatibile con le nuove librerie e infrastrutture server utilizzate.
  • Mantenere compatibilità con sistemi obsoleti rallenta lo sviluppo di nuove funzioni.

Impatto per il mondo PoC

Molti operatori PoC, soprattutto in contesti associativi, di volontariato e hobbistici, usano ancora dispositivi Android 5 e 6 per sfruttare vecchi terminali rugged o portatili economici.
Questo cambiamento può avere effetti concreti:

  • Alcuni modelli PoC datati (ad esempio di fascia entry-level) non potranno più utilizzare Zello.
  • Gli utenti dovranno valutare un aggiornamento hardware o un cambio di app.

Cosa possono fare gli utenti

Per continuare a usare Zello:

  • Verificare la versione di Android del proprio dispositivo (Impostazioni → Info sul telefono).
  • Aggiornare il sistema ad Android 7.0 o superiore, se il produttore lo consente.
  • Installare l’ultima versione di Zello dal Google Play Store.
  • In caso di terminale non aggiornabile, considerare:
    • Acquisto di un nuovo dispositivo PoC compatibile.
    • Migrazione verso piattaforme alternative supportate.

Alternative possibili

Se non è possibile aggiornare, esistono altre soluzioni per il mondo PoC:

  • Utilizzare app PoC proprietarie fornite dai produttori dei terminali.
  • Sfruttare piattaforme professionali con compatibilità legacy (es. sistemi con client web).
  • Unirsi a reti PoC come PoC Radio Italia, che possono proporre strumenti diversi da Zello.

Comunicazione interna nei gruppi

Per evitare interruzioni improvvise:

  • Informare tutti i membri dei canali della scadenza.
  • Pianificare un periodo di test con i nuovi dispositivi o software.
  • Aggiornare eventuali guide interne e procedure operative.

Focus

Il cambiamento del 12 agosto non è solo un aggiornamento tecnico: è un campanello d’allarme per tutti i gruppi PoC. Basare la propria operatività su dispositivi e software non più supportati comporta rischi di affidabilità e sicurezza. Questo è il momento giusto per fare un check completo delle apparecchiature e pianificare un salto tecnologico.

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Prepping Cittadino: etica, famiglia e buon senso moderno

Il termine prepping cittadino può suonare nuovo, forse persino “americano” a chi lo sente per la prima volta. Ma la verità è che non stiamo inventando nulla. Stiamo solo dando un nome moderno a un comportamento antico, profondamente radicato nella nostra cultura: essere pronti, avere buon senso, proteggere chi ci sta vicino. Oggi lo chiamiamo prepping cittadino. I nostri nonni lo chiamavano semplicemente vivere con attenzione, aiutarsi tra vicini, farsi trovare pronti.

Nasce da qui: dalla vita reale

Il prepping cittadino non è legato a scenari da film catastrofico. Non riguarda rifugi antiatomici né scorte per anni. È qualcosa di molto più vicino, molto più utile, molto più etico.
Parliamo di come ci si organizza in famiglia se:

  • un genitore anziano cade e non riesce a chiamare aiuto,
  • un blackout paralizza il quartiere per ore,
  • tuo figlio è a scuola e tu non riesci a raggiungerlo per un’emergenza stradale,
  • un’alluvione isola temporaneamente il tuo palazzo,
  • le linee telefoniche sembrano fuori uso dopo un sisma.

Tutti abbiamo vissuto almeno uno di questi momenti. Tutti sappiamo quanto la prontezza, la lucidità e un minimo di organizzazione possano fare la differenza. Questo è prepping cittadino.

Un approccio etico, non egoista

Il cuore del prepping cittadino non è la paura, ma la cura.
Cura dei propri cari. Cura dei vicini. Cura della comunità.
Prepararsi non per salvare solo se stessi, ma per poter restare lucidi, essere di aiuto, tenere unita la famiglia anche quando tutto il resto vacilla.

Questa è la vera differenza rispetto al prepping individualista o survivalista: qui non ci si isola, ma si costruisce una rete familiare e sociale più solida, anche solo con un gesto semplice come imparare a comunicare in modo alternativo.

Famiglia, tecnologia, resilienza urbana

Il prepping cittadino oggi si arricchisce di una dimensione tecnologica, che non c’era ai tempi dei nostri nonni. Ma i valori sono gli stessi:

  • Essere reperibili
  • Raggiungersi
  • Coordinarsi

Grazie a strumenti come i dispositivi PoC integrabili nella piattaforma professionale di PoC Radio Italia, tutto questo è possibile in modo etico, semplice e realistico. Si possono creare canali vocali dedicati alla famiglia, gruppi di quartiere, reti di supporto informale tra amici e parenti. Tutto nel rispetto della privacy, senza social, senza esposizioni inutili, con strumenti essenziali e affidabili.

Prepping cittadino è anche memoria

I nostri nonni non parlavano di prepping, ma:

  • tenevano in casa una scorta minima di cibo,
  • avevano candele, torce funzionanti e coperte pronte,
  • sapevano dove andare e cosa fare se “succedeva qualcosa”.

Questa memoria pratica e concreta è il fondamento su cui oggi costruiamo una nuova cultura: il prepping cittadino moderno, accessibile a tutti, tecnologico ma umano, etico ma efficace.

Un ritorno al buon senso, con nuovi strumenti

Un mondo urbanizzato, denso, veloce, ma spesso fragile.
E allora si torna a ciò che funziona davvero: la rete familiare, le relazioni vere, la comunicazione diretta, la lucidità mentale.

Il prepping cittadino è la naturale evoluzione del buon senso applicato al mondo in cui viviamo oggi.

PoC Radio Italia è nata esattamente su questo principio: aiutare i cittadini consapevoli a creare, in modo indipendente, una rete alternativa di comunicazione etica che funzioni anche quando il resto sembra non funzionare.

Ecco il prepping cittadino. Non è moda. Non è allarme.
È semplicemente responsabilità. Condivisa. Concreta. Umanissima.

La finestra delle 72 ore: critica e statisticamente rilevante.

Quando si verifica un annuncio, un’indicazione OSINT o una segnalazione ufficiale di potenziale escalation o pericolo (meteo, militare, cyber, energetica, ecc.), l’indice LPL considera:

Una finestra di 72 ore per la possibile concretizzazione.

Questa regola si basa su dati storici e modelli di intelligence civile e militare, dove:

  • Il 90% circa degli eventi di tipo sistemico (blackout, cyberattacchi, escalation armate localizzate, test missilistici, sabotaggi) si verifica entro le prime 48–72 ore dal segnale di allerta.
  • Superata tale finestra senza sviluppo, la probabilità precipita drasticamente (statisticamente sotto il 10%) salvo nuovo trigger o nuova anomalia.

Cosa significa operativamente:

Se viene emesso un alert LPL con livello elevato (es. sopra 7), hai:

  • Le prime 24 ore → altissima probabilità in cui l’evento si deve verificare;
  • Da 24 a 72 ore → ancora area critica, da monitorare attentamente;
  • Dopo 72 ore senza sviluppi concreti, la minaccia:
    • decresce drasticamente, e
    • viene considerata rientrata o “neutralizzata” dal sistema.

Esempio pratico (Baltico, luglio 2025):

  • Venerdì sera: attività navale russa e dichiarazioni su test di risposta NATO → LPL Globale a 7,4.
  • Finestra critica: da venerdì 12 ore 20:00 a lunedì 20:00 circa.
  • Esito: nessuna azione, nessun contatto, nessuna comunicazione NATO o OSCE di allarme → crollo dell’indice da 7,4 a 3,0.

Eccezioni alla regola delle 72 ore:

  • Conflitti già in corso (es. Ucraina) → mantengono alta l’attenzione anche oltre 72h.
  • Minacce ibride a lungo termine (es. campagne di disinformazione o test satellitari) → possono richiedere finestre più estese, ma non alzano l’LPL sopra soglia critica se non supportate da atti concreti.

In questa finestra di 72 ore l’efficienza della piattaforma PoC Radio deve essere attentamente monitorata.

SIM multi-operatore da Aliexpress per PoC: truffa oppure occasione? Ecco la verità tecnica.

SIM multi-operatore “illimitate per un anno” vendute su Aliexpress o altri canali simili: nella maggior parte dei casi si tratta di una truffa o, nel migliore dei casi, di un servizio estremamente instabile, opaco e a rischio continuo di interruzione.

Cosa sono le SIM da 20€ vendute su Aliexpress?

Queste SIM spesso si presentano con frasi come:

  • “Traffic data illimitato per 365 giorni”
  • “Multi-operator network”
  • “Perfetta per POC Radio / IoT”
  • “No roaming, no throttling, worldwide”

Ma dietro queste frasi si nasconde quasi sempre uno dei seguenti 3 scenari tecnici:

SIM di test o M2M violate o riutilizzate (abuso tecnico)

Spesso sono SIM M2M (Machine to Machine) o SIM di test destinate a dispositivi specifici (tipo POS, antifurti, tracker GPS) con traffico minimo previsto.

Alcuni venditori:

  • le configurano per usarle in dispositivi PoC o router;
  • sfruttano bug o falle APN per fare traffico non autorizzato;
  • usano APN “neutri” per evitare blocchi.

Risultato? Appena l’operatore si accorge dell’abuso, le SIM vengono bloccate in massa, anche dopo pochi giorni o settimane. Nessun rimborso. Nessuna assistenza.

SIM pseudo-globali rivendute senza contratto reale

Alcune SIM usano servizi come China Mobile Hong Kong, AIS Thailandia, Truphone, o Movistar Global, e accedono a roaming su operatori italiani. Ma:

  • non esiste alcun contratto diretto con l’utente finale;
  • sono gestite da reseller ignoti senza garanzia di continuità;
  • la SIM può essere disattivata da un giorno all’altro senza motivo.

Soluzione temporanea legata a test promozionali

In certi casi sono SIM legate a promozioni interne (demo, test device, fiere) e vendute in massa illegalmente. La loro durata è variabile: alcune durano settimane, altre pochi giorni. Nessuna è pensata per durare un anno come promesso.

E per le PoC?

Le PoC Radio richiedono una connessione stabile, veloce e sempre attiva. Queste SIM non garantiscono nessuno di questi elementi:

  • Non gestiscono bene il traffico in background continuo.
  • Bloccano o rallentano app come Zello, RealPTT, o PTT4U.
  • Cambiano APN o perdono roaming in modo imprevedibile.

Il risultato? Blackout improvvisi.

Qual è l’alternativa seria per chi usa le PoC Radio?

Diffidate di chi non offre:

  • piani chiari
  • dashboard
  • supporto
  • non è certificato

Come PoC Radio Italia abbiamo testato diverse soluzioni e abbiamo fatto la nostra scelta: Eiotclub

Scelta che al momento è risultata vincente anche in scenari di utilizzo impegnativi.

Veniamo al dunque

Quasi tutte le SIM da 20€ su Aliexpress che promettono un anno di traffico illimitato sono imbrogli mascherati da offerte tech. Se funzionano per un po’, è solo perché sfruttano falle temporanee nel sistema.

Non sono legali, non sono stabili, non sono etiche.

Il nostro consiglio per un sistema PoC affidabile: non bisogna risparmiare sulla SIM, è l’anello più fragile della catena.

POC Radio e infrastrutture sotto stress: la resilienza vera nasce dall’etica, non dai dispositivi

In queste giornate d’estate anomala, dove il caldo torrido si accompagna a eventi meteo estremi, l’intera infrastruttura delle telecomunicazioni italiane sta mostrando evidenti segni di cedimento. Aree con blackout improvvisi, torri radio temporaneamente fuori servizio, rallentamenti di rete mobile anche in zone urbane centrali. Un collasso TLC improvviso che fino a ieri era impensabile è ormai sotto gli occhi di tutti.

Una delle prime evidenze riguarda proprio i numeri di emergenza: il 112, il 118, e tutti i centralini di pronto intervento che spesso diventano irraggiungibili proprio nel momento in cui servono di più. Non per guasti agli apparati, ma per saturazione delle reti: i cosiddetti “Citrini” (cittadini improvvisati, non preparati) chiamano contemporaneamente, spesso in preda al panico, intasando tutto il sistema.

Questo fenomeno non è nuovo. Eppure, continua a sorprenderci ogni volta.

La PoC Radio resiste o crolla come gli altri?

La domanda che ci poniamo è legittima: e la PoC Radio, in questo contesto, regge o si blocca anche lei?

La risposta vera è: dipende. Tecnicamente, anche un sistema PoC può bloccarsi se le reti mobili collassano. Ma, a differenza di una telefonata al 118 che nasce nel panico e finisce nel nulla se non si ha una risposta, la PoC vive di una logica profondamente diversa.

PoC Radio Italia non è semplicemente un gruppo che utilizza una tecnologia alternativa. È una rete umana basata su tre pilastri: preparazione, etica e collaborazione. Quello che proponiamo non è un “sistema che funziona sempre”, ma una mentalità: non aspettiamo il disastro per costruire legami.

Non è lo strumento, è l’etica

Possiamo avere in mano anche un dispositivo satellitare a copertura globale, ma se all’altro capo non c’è nessuno che risponde, il risultato è il silenzio. Possiamo disporre di tutte le app emergenziali del mondo, ma se non c’è fiducia, formazione e responsabilità condivisa, i mezzi restano vuoti contenitori.

La differenza, in emergenza, la fa l’etica. La fa la rete di persone, non la rete dati.

Quello che PoC Radio Italia ribadisce oggi, con più forza che mai, è questo: non aspettate che salti tutto per cercare qualcuno a cui chiedere aiuto. Costruite ora – in modo responsabile e intelligente – relazioni reali, fidate, vicine. Accendete la PoC, sì, ma soprattutto chiedetevi: so a chi parlare se dovesse succedere qualcosa?

Il valore della resilienza condivisa

La PoC Radio può essere uno strumento potentissimo, ma non è magico. Resiste meglio di altri sistemi, sì. Ma è la rete umana costruita in torno ad essa, il modo con cui è stata pensata e usata, a renderla realmente efficace.

Non basta una connessione. Serve un’alleanza tra persone, vicine anche se sconosciute, che condividono l’idea che, in caso di crisi, le cose andranno meglio se non si è soli.

Questo è il cuore del nostro messaggio. E oggi, mentre il sistema di comunicazione pubblico vacilla, abbiamo uno spunto in più su cui riflettere.