SIM MULTI-OPERATORE & APN

Perché se inserisco una SIM in un dispositivo devo impostare l’APN manualmente ed in altri dispositivi, sempre con la stessa SIM, questo non è neccessario?

È una differenza tecnica di gestione modem + firmware, non della SIM in sé. Spieghiamo l’arcano dilemma senza fuffa.

IL PUNTO CHIAVE

Per esempio, la Wave Connect multioperatore, espone più profili di rete possibili (IMSI / PLMN diversi). Sta poi al dispositivo decidere come agganciarsi alla rete dati.

PERCHÉ SULLA S200 DEVI INSERIRE L’APN A MANO CON ALCUNE SIM?

Sulla INRICO S200:

  • modem LTE più vecchio
  • firmware Inrico semplificato
  • nessun provisioning automatico completo

Il modem non interroga correttamente la SIM per ottenere:

  • APN
  • tipo autenticazione
  • profilo dati corretto

Risultato:

  • la SIM si registra sulla rete
  • ma il PDP context non si apre
  • quindi devi forzare l’APN manualmente

È una scelta di progetto perché meno automatismi = meno costi, meno complessità.

PERCHÉ SULLA S300 L’APN È AUTOMATICO?

Sulla INRICO S300 invece:

  • modem LTE di generazione successiva
  • firmware con SIM Toolkit + carrier provisioning
  • supporto pieno a:
    • APN auto
    • fallback tra operatori
    • profili dati dinamici

Quando inserisci la Wave Connect:

  • la SIM comunica i parametri al modem
  • il firmware li accetta
  • l’APN viene creato da solo
  • se cambia operatore → si adatta

Tu non vedi nulla, ma sotto sta lavorando.

NON È UN BUG, È UNA DIFFERENZA DI FILOSOFIA

AspettoS200S300
Targetentry / rugged baseprofessionale
Gestione SIMmanualeautomatica
Multioperatoresupportata, ma “grezza”nativa
Cambio retelentotrasparente
Firmwarestaticoevoluto

DA NON DIMENTICARE MAI

  • La SIM è la stessa
  • Wave Connect non cambia comportamento
  • è il terminale che fa la differenza

INRICO S200 = devi “aiutarla”
INRICO S300 = fa tutto lei

Ed è esattamente il motivo per cui, in contesti operativi seri, la S300 è più affidabile non perché prende meglio, ma perché sbaglia meno lato rete.

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LE TELECOMUNICAZIONI, DALLA TEORIA ALLA PRATICA

PERCHÉ NASCE QUESTA SEZIONE

Negli ultimi anni la comunicazione è diventata un gesto automatico. Parliamo, scriviamo, coordiniamo persone e attività con una naturalezza tale da aver perso completamente il senso dell’infrastruttura che rende tutto questo possibile. La rete è diventata trasparente, invisibile, data per scontata. Proprio per questo è diventata fragile anche dal punto di vista culturale: pochi la comprendono, quasi nessuno la conosce davvero.

PoC Radio Italia nasce da una constatazione semplice ma scomoda. In Italia esiste un enorme vuoto informativo quando si parla di telecomunicazioni. Da un lato troviamo un linguaggio ipertecnico, riservato a professionisti e addetti ai lavori. Dall’altro una narrazione superficiale, commerciale, spesso ridotta a slogan o promesse di prestazioni. In mezzo manca uno spazio serio, accessibile, onesto, capace di spiegare ai cittadini come funziona davvero la rete che utilizzano ogni giorno.

Da oltre un anno PoC Radio Italia lavora in questa direzione. Non come azienda, non come progetto commerciale, ma come comunità che ha scelto di prendersi carico di un tema che consideriamo strategico: la consapevolezza comunicativa. Abbiamo scelto di parlare anche a chi non ha competenze tecniche, a chi non è un radioamatore, a chi non ha mai aperto un manuale. Persone normali, famiglie, cittadini che utilizzano la rete senza sapere cosa c’è sotto, e che proprio per questo sono i più esposti quando qualcosa smette di funzionare.

La nascita di questa nuova sezione non è casuale, né accademica. È una risposta diretta a un contesto che sta cambiando. Gli eventi geopolitici degli ultimi anni hanno riportato sotto gli occhi di tutti una realtà che per troppo tempo è stata rimossa: le telecomunicazioni sono una delle prime infrastrutture a essere colpite, degradate o messe sotto pressione in qualsiasi scenario di crisi. Non solo nei conflitti dichiarati, ma anche nelle emergenze naturali, nei blackout estesi, nelle situazioni di sovraccarico improvviso.

Quando la rete vacilla, emergono due problemi distinti. Il primo è tecnico. Il secondo è umano. Senza conoscenza, senza consapevolezza, le persone non sanno come reagire, non capiscono cosa sta succedendo, attribuiscono il problema a cause sbagliate e spesso peggiorano la situazione con comportamenti inutili o dannosi. La resilienza delle telecomunicazioni non è fatta solo di antenne e apparati, ma anche di persone che sanno cosa aspettarsi e come adattarsi.

È qui che entra in gioco la responsabilità. PoC Radio Italia ha sempre scelto di muoversi su un piano etico preciso. Famiglia, sicurezza, affidabilità, parola data. Non abbiamo mai promosso soluzioni miracolose né promesso coperture assolute. Abbiamo sempre parlato di limiti, di compromessi, di scenari reali. Questa impostazione ci ha portato naturalmente a estendere il progetto verso il Prepping Cittadino, inteso non come allarmismo o accumulo, ma come preparazione razionale, quotidiana, concreta.

Questa sezione nasce quindi come atto di coerenza. Non come prodotto editoriale, ma come infrastruttura culturale. Un luogo in cui spiegare come funziona una rete telefonica, cos’è una stazione radio base, perché esistono bande diverse, cosa succede quando una cella si satura, perché una chiamata cade, perché un messaggio arriva in ritardo, perché alcune forme di comunicazione sono più adatte al coordinamento e altre alla conversazione privata. Senza semplificazioni ingannevoli e senza tecnicismi inutili.

Non ci interessa essere i primi per rivendicarlo. Ci interessa esserlo perché qualcuno doveva iniziare. In Italia, ad oggi, nessuno si è fatto carico in modo sistematico di una divulgazione seria sulle telecomunicazioni rivolta al cittadino comune. Noi abbiamo scelto di farlo, consapevoli che è un lavoro lungo, poco visibile e poco gratificante nel breve periodo. Ma necessario.

Questa sezione non nasce per insegnare a usare un dispositivo, né per spingere una tecnologia. Nasce per dare strumenti mentali. Per aiutare le persone a leggere ciò che accade quando la comunicazione funziona e quando non funziona. Per costruire una forma di resilienza che non passa dall’eroismo, ma dalla comprensione.

PoC Radio Italia è nata da una passione autentica per la comunicazione. È cresciuta mantenendo una linea etica chiara. Oggi compie un passo ulteriore, coerente con tutto ciò che è stato dichiarato e fatto fino a ora. Questa sezione è un impegno pubblico. Un modo per dire che non abbiamo cambiato rotta, e che intendiamo continuare a essere di parola.

VAI ALLA SEZIONE: COMPRENDERE LE TELECOMUNICAZIONI

GUIDA ALL’USO DI ICONVNET

Siamo lieti e orgogliosi di comunicare alla community che da oggi è disponibile online, sul nostro portale (area riservata) e sul canale ufficiale POC Radio Italia Telegram, la prima guida in italiano dedicata alla piattaforma iConvNet.

Quella che presentiamo oggi è la guida introduttiva, pensata per accompagnare i nuovi utenti nei primi passi. A seguire rilasceremo una serie di approfondimenti progressivi, tra cui video tutorial e guide avanzate, dedicate all’utilizzo professionale e mirato a sfruttare appieno la potenza della piattaforma iConvNet.

È uno dei primi tasselli, la punta dell’iceberg di ciò che caratterizzerà il 2026: un anno scandito da novità importanti e da un programma di attività davvero ambizioso. Stiamo puntando molto in alto: formazione, dispositivi, resilienza. L’obiettivo è costruire e consolidare una community solida, competente e di livello assoluto. C’è entusiasmo, c’è energia, c’è la voglia concreta di far crescere ciò che è già stato costruito con impegno e visione. Restate sintonizzati e preparatevi a scoprire, passo dopo passo, tutto quello che stiamo per proporre.

Vogliamo ringraziare di cuore Paolo per l’eccellente lavoro svolto nella redazione del manuale base per il primo approccio alla piattaforma iConvNet.

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QUELLO CHE LE BTS SANNO DI NOI: LEGGERE LA RETE PER USARE DAVVERO LE POC RADIO

Ogni volta che una PoC Radio viene accesa, prima ancora che qualcuno prema il PTT, succede qualcosa di estremamente interessante. Il dispositivo non “si collega a Internet” in modo generico, come si potrebbe erroneamente pensare. Dialoga con un’infrastruttura complessa, stratificata, estremamente intelligente: la rete cellulare. In quel dialogo vengono scambiati parametri, misure, identificativi e indicatori di qualità che raccontano molto più di quanto si immagini. Raccontano dove siamo, come siamo serviti, quanto è stabile la comunicazione e quanto margine operativo abbiamo realmente a disposizione.

Negli anni, questo mondo è rimasto nascosto dietro interfacce semplificate, tacche di segnale e scritte rassicuranti come “4G” o “5G”. Ma per chi utilizza le PoC Radio in modo consapevole, soprattutto in contesti operativi, questa semplificazione è un limite. Perché la differenza tra una comunicazione affidabile e una che degrada nei momenti critici non sta nella scritta sul display, ma nei numeri che la rete trasmette in continuazione.

Questo primo articolo di una speciale serie, nasce esattamente qui: dal momento in cui abbiamo deciso di guardare dietro le quinte.

PERCHÉ GUARDARE DENTRO LA RETE CAMBIA TUTTO


Le immagini che hai visto non sono semplici schermate tecniche. Sono la fotografia in tempo reale del rapporto tra una PoC Radio e la BTS a cui è collegata. Ogni valore rappresenta una scelta della rete, una condizione radio, un compromesso tra copertura, capacità e qualità.

Parliamo di celle, di bande, di settori, di priorità. Parliamo di come una BTS “vede” il dispositivo e di come decide se servire quella comunicazione nel modo migliore possibile. Questo è il punto di svolta concettuale: la PoC Radio non è passiva. È parte attiva di un ecosistema TLC che prende decisioni dinamiche.

Capire questi parametri significa smettere di usare la PoC “a sensazione” e iniziare a usarla con criterio. Significa sapere perché in un punto preciso una comunicazione è cristallina e cento metri più in là diventa instabile. Significa capire quando il limite è la rete, quando è la banda, quando è la cella e quando è semplicemente la fisica.

DUE SOFTWARE, UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA OPERATIVA
L’individuazione di due strumenti software ( NET MONSTER & CELL MAPPER ) segna un passaggio chiave per il mondo PoC. Non sono giocattoli, né app decorative. Sono strumenti di lettura della rete. Consentono di estrarre in tempo reale informazioni che fino a ieri erano appannaggio esclusivo di tecnici TLC, progettisti di rete e ingegneri radio.

CI, eNB, CID, TAC, PCI, EARFCN, RSRP, RSRQ, SNR, TA, banda, larghezza di canale. A prima vista sembrano sigle incomprensibili. In realtà sono il linguaggio con cui la rete racconta se stessa. Ogni valore ha un significato preciso e soprattutto ha conseguenze pratiche sull’uso della PoC Radio.

Questi software permettono di associare numeri a luoghi, celle a direzioni, settori a prestazioni reali. Permettono di capire quale BTS ci sta servendo, con quale settore, su quale banda e con quale qualità effettiva. È un salto culturale enorme.

DAL MONDO TLC AL MONDO PoC
Qui entra in gioco il vero cuore del progetto PoC Radio Italia. Le PoC non sono semplicemente “radio che usano Internet”. Sono terminali professionali che vivono dentro una rete progettata per garantire continuità, priorità e resilienza. Ma questa resilienza non è magica, va capita.

Quando parliamo di uso consapevole delle PoC, parliamo di questo: sapere cosa sta succedendo sotto il cofano. Sapere perché una banda a 700 MHz si comporta in modo diverso da una a 1800 MHz. Sapere perché una cella lontana può essere più affidabile di una vicina. Sapere perché il segnale può essere forte ma la qualità scarsa.

Questo è il tipo di conoscenza che trasforma un utilizzatore in un operatore. Ed è qui che la PoC smette definitivamente di essere confusa con uno smartphone.

UN PERCORSO DI APPROFONDIMENTO TECNICO
Questo articolo non vuole spiegare tutto. Sarebbe impossibile e anche inutile. Vuole accendere una scintilla. Vuole dire chiaramente che dietro quei numeri c’è un mondo affascinante, concreto, misurabile.

Nei prossimi articoli entreremo nel dettaglio di ogni singolo parametro. Spiegheremo cosa misura davvero l’RSRP e perché non basta. Perché l’RSRQ racconta la congestione. Cosa indica l’SNR in ambienti reali. Come leggere il Timing Advance per stimare la distanza dalla BTS. Come interpretare PCI e settori per capire l’orientamento delle celle.

Non sarà teoria fine a se stessa. Ogni concetto verrà sempre riportato all’uso reale delle PoC Radio: comunicazioni di gruppo, copertura in montagna, affidabilità in mobilità, comportamento della rete sotto carico.

PERCHÉ TUTTO QUESTO È IMPORTANTE
In un’epoca in cui tutti parlano di comunicazione, pochi capiscono davvero come funziona. La forza delle PoC Radio non sta solo nella tecnologia, ma nella possibilità di usarla con intelligenza.

Capire la rete significa ridurre l’improvvisazione. Significa smettere di affidarsi al caso. Significa costruire una cultura operativa. Ed è esattamente questo l’obiettivo di PoC Radio Italia: creare utenti consapevoli, curiosi, competenti.

Se questi numeri oggi ti sembrano incomprensibili, sei nel posto giusto. Perché da qui inizia un percorso che cambia radicalmente il modo di vedere, usare e valutare una PoC Radio.

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2025: UN ANNO DI CRESCITA, PERSONE VERE, COMUNITÀ CONSAPEVOLE

Chiudere il 2025 non significa tirare una riga. Significa fermarsi un attimo, guardarsi indietro e rendersi conto di quanta strada sia stata fatta insieme.

PoC Radio Italia e Prepping Cittadino non sono cresciuti per caso. Sono cresciuti perché, giorno dopo giorno, qualcuno ha deciso di fidarsi. Di provare. Di mettersi in gioco. Di fare domande. Di sperimentare senza slogan e senza illusioni.

Nel 2025 abbiamo visto qualcosa di raro nel panorama digitale: una crescita sana. Non basata sui numeri gonfiati, ma sulle relazioni. Non sul rumore, ma sull’ascolto. Non sull’emergenza urlata, ma sulla preparazione concreta.

PoC Radio Italia ha dimostrato che comunicare in modo semplice, diretto e affidabile è ancora possibile. Famiglie, amici, gruppi di lavoro e persone comuni hanno scoperto che la tecnologia può essere uno strumento di connessione vera, non solo un passatempo. Abbiamo visto utenti passare dalla curiosità all’utilizzo quotidiano, dalla prova al confronto costruttivo, fino alla consapevolezza di avere tra le mani qualcosa che funziona davvero.

Allo stesso tempo, il percorso di Prepping Cittadino ha preso forma come stile di vita, non come moda. Prepararsi senza paura, senza scenari estremi, senza paranoia. Prepararsi per gestire meglio la quotidianità, gli imprevisti, i piccoli e grandi stress che la vita reale porta con sé. Famiglie più unite, comunicazione più chiara, maggiore lucidità nei momenti critici. Questo è stato il vero risultato.

Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza la community. Senza la pazienza di chi ha aspettato, senza il supporto di chi ha creduto anche quando i tempi erano lunghi, senza la fiducia di chi ha scelto di restare mentre il progetto cresceva passo dopo passo. Ogni messaggio, ogni test, ogni confronto, ogni critica costruttiva ha contribuito a rendere tutto più solido.

Il 2025 ci lascia una certezza: quando le persone vengono prima della tecnologia, quando l’esperienza conta più della teoria, quando il rispetto vale più della visibilità, i progetti non solo resistono. Maturano.

Grazie a chi c’è stato dall’inizio e a chi è arrivato strada facendo. Grazie a chi ha creduto anche senza clamore. Grazie a chi ha avuto la pazienza di capire, di imparare e di crescere insieme.

Non è la fine di un anno. È la base solida da cui ripartire.

Dallo Staff e dai Moderatori un grazie di cuore!!

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IL MONDO RADIOAMATORIALE NON STA “DIFENDENDO LA RADIO”

Quello che sta succedendo nel mondo delle radiocomunicazioni è singolare, il tutto si declina in un ambiente che storicamente è ancora più conservativo della medicina.

La caccia alle streghe contro i nuovi modi di comunicare, la demonizzazione di nuovi strumenti di comunicazione il tutto condito con un’avversità sempre più accesa, dimostrano che per assurdo Il mondo radioamatoriale non sta “difendendo la radio” … sta difendendo un’identità.

Per decenni:

  • radio = hardware
  • radio = spettro
  • radio = autorizzazioni
  • radio = competenza tecnica “dura”

Quel mondo si è costruito sulla scarsità: pochi canali, poche tecnologie, pochi che sapevano davvero usarle. Oggi quella scarsità non esiste più. E qui nasce il cambiamento … la causa regina!

La convergenza non è una minaccia tecnica, è una minaccia simbolica

Quando entrano in gioco: reti IP, PoC, SDR, integrazione radio–cellulare–satellitare, software-defined everything … il problema non è la qualità del mezzo. Il problema è che cade il confine identitario.

“Se tutti possono comunicare, cosa mi rende speciale?”

Questa è la domanda non detta.

Stesso schema della medicina

Prima: pochi apparati, pochi protocolli, verità stabili (“questa è radio, il resto no”)

Ora: sperimentazione continua, ibridazione, soluzioni che funzionano meglio pur non essendo ‘pure’.

Esattamente come: vitamina D, colesterolo, dieta … non è più “bianco o nero”.

La resistenza nasce dal fatto che il processo è visibile

Prima le evoluzioni avvenivano nei laboratori, nei comitati, negli standard chiusi, ora le vedi nascere in community, le vedi testare sul campo, le vedi funzionare prima di essere “benedette”. Questo rompe la gerarchia.

“Non è vera radio”

È una frase che segnala la paura di perdita di controllo e difficoltà ad accettare che il mezzo non definisce più il valore. La radio non è la banda, non è l’antenna, non è il protocollo. La radio è trasferimento affidabile di informazione in condizioni imperfette. Il resto è implementazione.

Il punto che dà più fastidio

Le nuove modalità funzionano, sono resilienti, sono accessibili, risolvono problemi reali … e soprattutto non chiedono permesso alla tradizione. Questo manda in crisi chi ha passato anni a memorizzare norme, difendere rituali, presidiare confini artificiali.

Il radioamatore classico non è “sbagliato”

Ma è fuori fase se rifiuta l’ibridazione, rifiuta il software, rifiuta l’integrazione con reti commerciali, rifiuta l’idea che la sperimentazione oggi sia distribuita. La radio sperimentale non è morta … si è spostata … si è evoluta è più accessibile è a portata di tutti senza burocrazia o etichette.

Dove si sperimenta davvero oggi

Non nel “si è sempre fatto così”, ma nel “funziona quando serve” … quindi integrazione radio + IP, fallback automatici, QoS adattivo, mesh ibride, interoperabilità reale, comunicazioni vocali semplici ma robuste.

Perché questo crea attrito generazionale

Perché i nuovi operatori non hanno il mito della scarsità, non cercano approvazione istituzionale, non distinguono tra “radio” e “rete”, cercano risultato, non purezza. Esattamente come nella medicina moderna … il protocollo serve al paziente, non alla tradizione.

La morale?

Il mondo radioamatoriale sta vivendo la stessa crisi epistemologica di altri settori: fine delle verità uniche, fine dei confini rigidi, fine dell’autorità per anzianità, inizio della valutazione per efficacia. Chi resiste è semplicemente ancorato a un modello che non è più centrale. La radio non sta morendo. Sta diventando più grande … sta vivendo/subendo il processo di convergenza sociale che ha travolto e rimesso in discussione i fondamenti e modelli che per decenni sono stati paradigmi indiscutibili.

E come sempre succede chi sperimenta viene visto come eretico, poi come eccentrico, poi come normale, poi come ovvio. Siamo solo nel momento più rumoroso della transizione.